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Immagine dal profilo Facebook di Gucci Garden

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Gucci Osteria da Massimo Bottura nella top 10 dei migliori ristoranti d'Italia

La classifica è stata stilata da 50 Top Italy e racchiude tutti i migliori ristoranti italiani con una spesa fino a 120 euro

Sono quattro i ristoranti toscani nella classifica dei "ristoranti con una spesa fino a 120 euro" di 50 Top Italy, la prestigiosa guida-classifica online dedicata al food. Dopo le migliori trattorie, i migliori locali low cost e i ristoranti di lusso, anche tra le attività gourmet, ma "fino a 120 euro", compare un fiorentino: Gucci Osteria da Massimo Bottura.

I ristoranti in Toscana: Gucci Osteria da Massimo Bottura (Firenze) al decimo posto; Ristorante Giglio (Lucca) al ventunesimo posto, L’Asinello al ventottesimo posto (Castelnuovo Berardenga, Siena); Ristorante Romano al trentaduesimo (Viareggio, Lucca).

I ristoranti in dettaglio

Qui sotto le descrizioni con le motivazioni di 50 Top Italy.

A Firenze: Gucci Osteria da Massimo Bottura

L'Osteria, situata all'interno di Gucci Garden nel Palazzo della Mercanzia, nel 2019 è stata premiata con una Stella Michelin.

"Siamo nel cuore monumentale della città di Firenze: si può mangiare nella sala interna o nell'ampio spazio esterno da cui si gode la vista del Palazzo Vecchio. Da oltre due anni (inaugurato a gennaio 2018) questo progetto di ristorazione ha la firma di Massimo Bottura e la guida, in loco, della giovane cuoca Karime Lopez. Accoglienza cortese, sala apparecchiata con cura. E' possibile scegliere tra due menù degustazione (5 portate, capitolo Rinascimento - 7 portate, il mondo attraverso i nostri occhi) oppure si può optare per il menù alla carta, scegliendo liberamente tra i vari piatti in assenza della classica categorizzazione antipasto/primo/secondo. Gradevole il 'benvenuto' dello chef (pappa al pomodoro e panzanella in bignè con sorbetto vegetale di alleggerimento); gradevole, gustosa, ben equilibrata la capasanta (cruda) con succo di carota e chips di patate dolci. Altrettanto ben eseguito il polpo arrosto - morbido come sempre dovrebbe essere - con pesto di basilico e pistacchi su "baby" patate. Il risotto risulta 'dolcemente equilibrato', perfetta la cottura del chicco. Ottimo il dessert: pesca e rosmarino, deliziosamente guarnito da un'artistica chip di pesca che richiama il logo dei piatti. Minuscole ma deliziose friandises a chiudere la degustazione. Nota di merito al pane ed in particolare ai sottilissimi e croccantissimi grissini".

In Toscana

Ristorante Giglio

"Si parcheggia, comodamente, fuori delle mura oppure si arriva in treno e con una piacevole, breve, passeggiata nello splendido centro storico di Lucca si arriva in piazza del Giglio (contigua a piazza Napoleone) ove è sito il teatro omonimo (ed il ristorante). Ci si può accomodare in una bella sala luminosa, oppure ai due tavoli nella sala d'ingresso oppure all'aperto, il tutto ben gestito dallo staff giovane, gentile, sempre presente, mai invadente. Optiamo per il menù degustazione 'base' da sei portate (Arachide e ravanello /Brodo di cipolle bruciate/ Cannolo sarde in saor e maggiorana/ Cracker al furikake | Pan brioche tostato, ceviche di tonno e salsa tartara | Tartelletta di grano saraceno, ostriche, lattuga arrosto sott’aceto e pistacchio | Animella di vitello al pepe verde e pesto di acetosa | Risotto allo zenzero, cacao e capperi | Petto di pollo ai peperoni/ Insalata di cosce, ali e pelle/ Pate di fegato con anguilla e lampone/ Cardoncelli | Crumble di avena, mousse di yogurt e melograno ghiacciato | Île flottante, crema inglese al mango e caramello salato) che, scelta originale, prevede quasi esclusivamente piatti non presenti se si decide di andare 'alla carta'. Cucina solida, ben pensata ed ancor meglio realizzata che lascia il ricordo di un'ottima sosta gastronomica e non della spesa (più che ragionevole: 70 euro il degustazione meno complesso; 100 euro il percorso più articolato). Ampia e ben ragionata la carta dei vini. Nota di merito al pane, fatto in casa: mezza pagnotta di qualità eccellente, golosissima, finita in un batter d'occhio".

L’Asinello

"Dal 2011 lo chef Senio Venturi e la moglie Elisa Bianchini, che si occupa della sala, portano avanti il loro progetto di ristorazione nel piccolo borgo di Villa a Sesta nel Chianti Senese a poca distanza da Castelnuovo Berardenga. Il ristorante, circa venti coperti, che in primavera ed estate si spostano in giardino, propone una cucina moderna e creativa, in evoluzione grazie alla continua ricerca dello chef. Dove comunque la Toscana entra in ogni piatto, con ingredienti locali e sempre stagionali, come i funghi, la cacciagione o il coniglio e lavorazioni tradizionali, come la pasta fresca fatta con le uova di anatra. Unica concessione il riso Carnaroli, con cui viene preparato un risotto sempre presente sul menu. Singolare la carta dei vini organizzata per distanza da Villa a Sesta. Oltre al menu alla carta sono previsti due percorsi degustazione da 4 e 5 portate".

Ristorante Romano

"Nel 1985 esce nelle sale cinematografiche uno dei film culto di una generazione “Ritorno al futuro” in quell’anno il nuovo chef del Ristorante Romano a Viareggio, Nicola Gronchi, non aveva 1 anno, in quell’anno Romano Franceschini e la moglie Franca conquistano l’ambito riconoscimento della stella Michelin ed in quello stesso anno a Londra si celebra forse il più grande concerto della storia della musica, quel Live Aid ricordato per le performance di Freddy Mercury e per aver riunito un numero impressionante di artisti di varie generazioni. Ecco il Ristorante Romano a Viareggio è la storia che ha il coraggio di ripensarsi, la forza di rispettarsi, e la determinazione dei visionari. Chi lo frequenta da anni vi potrebbe dire che di calamaretti spillo ripieni si potrebbe vivere, come in un girone infernale sempre uguale, senza stancarsi mai, peraltro è disponibile in carta con pedissequa reverenza, ma è proprio in questo contesto che la visione di una grande famiglia di ristorazione ha il dovere di ripensarsi per riportare le lancette indietro nel tempo e marcare una nuova identità di cucina. Nicola Gronchi ha la rabbia, la personalità e la creatività per far crescere questo progetto in modo esponenziale. Una cena senza sbavature in un crescendo che ha entusiasmato. Indimenticabile il risotto al barbecue con sgombro marinato, rafano e ricci di mare, bellissimo l’incontro della tradizione con l’innovazione del crostino con le arselle con crumble di pane e salsa chili, ma ancora il cappellaccio di pasta di pane con le cozze e le trippe di baccala e funghi cardoncello il tutto abbinabile sotto la supervisione di uno dei più competenti sommelier e maitre di sala d'Italia come Roberto Franceschini che dispone di una carta di infinità profondità e suggestione. Visita immancabile per ogni vero appassionato di alta ristorazione".

Foto: immagine dal profilo Facebook di Gucci Garden

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