Storie di fantasmi fiorentini

Dallo spirito di Palazzo Vecchio a quello di Bianca degli Usimbardi

In tutta Italia si trovano storie di fantasmi che popolano castelli e case, Firenze e dintorni non sono da meno. Ecco le storie "horror" da conoscere e raccontare.

Il castello di Vincigliata e la leggenda del fantasma di Bianca degli Usimbardi

Attorno al Castello di Vincigliata, che si trova poco distante da Fiesole, aleggia una sofferta storia d’amore di cui si racconta si possano sentire ancora i lamenti di dolore.

Il complesso ha origini nel 1030 circa con i Visdomini, poi con gli Usimbardi, i Ceffini di Figline e dagli Albizzi.

La leggenda

La storia del sofferto amore risale a quando il castello era possedimento della casata degli Usimbardi. Il capo famiglia, Giovanni, aveva una figlia bellissima Bianca. Quando la ragazza aveva 17 anni Giovanni scoprì che nonostante le sue premure e la stretta vigilanza Bianca intratteneva una storia d’amore con il figlio di una famiglia nemica: Umberto del Mazzecca.

Ovviamente il padre vietò quella relazione clandestina, ma il destino si mise dalla parte degli innamorati e quando scoppiò la guerra tra Firenze e Castruccio Castracani, signore di Lucca, il padre di Bianca fu costretto a partire per combattere. Al suo fianco c’era costantemente un cavaliere che lo proteggeva come un angelo custode. Un giorno questo impavido combattente salvò la vita di Giovanni rimanendo ferito. Solo in quel modo il padre di Bianca scoprì che il suo salvatore era Umberto del Mazzecca, l’amore segreto della figlia.

Giovanni, riconoscente, concesse la figlia in sposa al giovane. Il giorno del matrimonio però Umberto fu assassinato da un suo parente che non poteva sopportare la celebrazione della nozze tra le due casate nemiche.

Bianca distrutta dall’avvenimento morì pochi mesi dopo di dolore. Il suo fantasma si dice che torni nella magione nelle calde sere estive.

Un po’ di storia

Il castello fu colpito da un grande degrado e solo nel 1850 quando fu acquistato dal ricco inglese John Temple Leader iniziò il processo di ristrutturazione che durò circa 10 anni.

La magione diventò luogo di ritrovo di molti personaggi illustri e importanti ad esempio Umberto e Margherita di Savoia. Quando Temple Leader nel 1903 morì lasciò il castello e le terre circostanti a lord Westbury.

Durante la Seconda Guerra Mondiale il castello venne utilizzato come campo di prigionieri di guerra.

Oltre alla magnifica struttura, i giardini sono di una bellezza sconvolgente: un laghetto costruito facendo arrivare l’acqua dal torrente Mensola, sentieri tortuosi che attraversano il fitto bosco incontrando, ponticelli, muretti, statue di mostri mitologici e una grotta ninfeo, tipici elementi del giardino romantico.

Se non si tiene conto della leggenda il posto, per la sua bellezza sia naturale che architettonica, è il luogo ideale per ricevimenti e matrimoni.

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