Domenica, 17 Ottobre 2021
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Alessandro de' Medici è "Il Moro" nel film di Daphne Di Cinto. Il crowdfunding per portarlo al cinema | FOTO

Chi sapeva che il primo Duca di Firenze era di colore? Il film che racconta la storia di Alessandro de' Medici è stata girata in due fortezze sforzesche, il film porta alla luce una storia poco nota, contro le discriminazioni

Il primo duca di Firenze era di colore? È un tema che ancora oggi è fonte di dibattito. Alla morte di Lorenzo il Magnifico, Firenze conobbe decenni di instabilità politica nei quali le fazioni antimedicee e filomedicee si alternarono alla guida della città finché nel 1530, in seguito all’alleanza tra Papa Clemente VII de’ Medici e Carlo V, gli oppositori medicei furono sconfitti dalle truppe imperiali che assediarono la città. Alessandro de’ Medici, detto il “moro” per la sua carnagione scura, era figlio naturale di Lorenzo, Duca d’Urbino, fratello del Papa, e di una donna afrodiscendente tenuta in schiavitù, ma alcuni ritengono che fosse addirittura figlio del Papa stesso, il quale intervenne presso l’imperatore per farlo nominare duca di Firenze.

"Il Moro" aveva la pelle scura e i capelli afro, oggi è  sepolto nella Sagrestia Nuova di San Lorenzo insieme a Piero e altri illustri parenti. A raccontare la sua storia, in un film è stata Daphne Di Cinto, attrice, regista e produttrice (nel curriculum la serie cult “Bridgerton”), italiana dai tratti misti che da sempre lotta contro le discriminazioni.

Girato in due fortezze sforzesche in provincia di Imola, con un cast di attori noti ed emergenti, con Alberto Malanchino nei panni del duca nero, oggi “Il Moro” è realtà. Un cortometraggio che adesso spera di vedere la luce in contesti nazionali ed internazionali. Per arrivarci, però, ha bisogno di una spinta da parte della comunità: per sostenere le spese di post-produzione e distribuzione è appena partita la raccolta fondi online sulla piattaforma di crowdfunding Indiegogo (https://www.indiegogo.com/projects/il-moro-the-moor#/).

“Normalmente – dichiara la regista - i crowdfunding si fanno prima di girare il film. Noi invece il film l’abbiamo già girato e ora chiediamo aiuto per farlo arrivare il più in alto possibile. Stiamo finendo la fase finale di post-produzione e stiamo per iniziare il processo distributivo. Abbiamo bisogno di dimostrare che questo tipo di storie hanno un'audience e un mercato che le richiede”.

“Vorremmo inviare il film a festival cinematografici nazionali e internazionali – aggiunge Di Cinto - e vorremmo poter generare l'interesse degli streamers, in maniera da arrivare davvero a portare questo personaggio in ogni angolo del mondo”.

In palio per chi sosterrà il progetto premi materiali e immateriali, dai ringraziamenti speciali alla possibilità di portarsi via “un pezzo di film”, ovvero un articolo dalla scenografia. A contribuire fin dall’inizio sono stati gli studenti di Accademia Italiana, scuola di alta formazione con sede a Firenze e Roma: gli studenti di Graphic Design, coordinati dal prof. Walter Conti, hanno lavorato alla realizzazione di una serie di ipotetiche locandine per il film, dando una personale lettura della storia. Le grafiche selezionate – a firma di Azzurra Turrisi, Claudia Tamburini, Lisa Pasqualini e Juan Morillo – hanno dato poi vita a una speciale linea di t-shirt, realizzate in edizione limitata da Unigum, storica azienda fiorentina di attrezzatura e abbigliamento per l’antinfortunistica, da sempre attiva in iniziative in ambito artistico e culturale.

"Come Accademia Italiana – dichiara Alessandro Colombo, Managing Director AD Education Italia – crediamo molto in progetti che permettono ai nostri studenti di confrontarsi direttamente con il mondo delle professioni creative e con ambiti non strettamente legate ai nostri percorsi di studio. Poter attivare nuove sinergie ed ampliare la rosa di partnership è fondamentale. Con Unigum, ad esempio, nasceranno a breve nuovi progetti di ricerca nell’ambito dell’abbigliamento professionale”.

Le t-shirt limited edition andranno a supportare l’ultima fase della campagna di crowdfunding, per raggiungere l’obiettivo finale. “Proprio perché Unigum sostiene da sempre progetti artistici e culturali a 360° non abbiamo esitato a sostenere questa nuova iniziativa” dichiara Gioia Santoni, responsabile marketing e formazione dell’azienda. Qui il trailer de “Il Moro”: https://www.youtube.com/watch?v=QbeOerqzRLE

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