Venerdì, 19 Luglio 2024
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Una vita per la radio: la storia di Daniele, collezionista che ne ha donate 700 al Comune per farne un museo

Una storia d'amore nata all'età di dodici anni

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C'è stato un tempo in cui buona parte di ciò che accadeva nel mondo si scopriva attraverso una voce che faceva capolino da apparecchi a valvole. La radio negli anni è stato un compagno di vita per tanti. In particolar per Daniele Camiciottoli, che gli poi dedicato la vita. Con la curiosità del collezionista incallito e le abili mani da esperto di elettrotecnica, Daniele si è barcamenato per decenni tra frequenze, lunghezze d'onda a suon di tra antenne, circuiti e generatori ora rarissimi. 

Daniele coltiva questa passione da quando ne aveva 12. In oltre mezzo secolo ha raccolto settencento apparecchi da varie parti del mondo e di epoche differenti, una sorta di enciclopedia del settore partendo dai primi del 1900 fino ai tempi moderni. Una collezione unica al mondo. Arrivato a settantasei anni, Daniele ha deciso di condividere questa passione e donare la collezione alla comunità di Barberino Tavarnelle, che potrà così allestire un museo.

“Tutto è nato dalla radio di casa – racconta -. Mi incuriosivano queste valvole che si illuminavano e volevo sapere perché usciva la voce da questo apparecchio. Ho cominciato a studiare la radiotecnica, e grazie ad un riparatore di radio che conosceva mio padre a Firenze, andavo in bottega e lì mi rendevo conto cos'era una radio e come poteva essere riparata”. La storia d'amore tra Daniele e il mondo della radio nasce quindi con un colpo di fulmine, diventando più di un hobby: un passione da cui non si separerà più. 

Dalle prime radio degli anni Venti, italiane, inglesi, tedesche, esteticamente poco attraenti ma efficienti mezzi di comunicazione che iniziavano a diffondersi negli ambienti domestici, acquisendo un carattere popolare, alle eleganti radio da salotto degli anni Quaranta, arricchite da disegni e intarsi con i giradischi all’interno, fino ai tempi più recenti, agli anni Cinquanta e Sessanta con il cosiddetto ‘gnomo’, di piccole dimensioni da mettere sopra il comodino, e il transistor, la radio amatissima dai tifosi che si portava all’orecchio per ascoltare le partite di calcio passeggiando a braccetto con l’amata. 

“Mi ricordo che utilizzavo la paghetta per comprare pezzi di ricambio e radio vecchie nei mercatini. Una delle zone dove ho raccolto più materiali è sicuramente Livorno. Ora giro per i vari venditori dell'usato che trovo per la Toscana. Anche se quella alla quale sono più affezionato è quella di casa mia. Ricordo ancora l’atmosfera magica che si creava quando accendevamo la radio in salotto – sottolinea - per ascoltare tutti insieme musica classica e commedie”.

Un'atmosfera che adesso potranno provare i giovani delle scuole che visiteranno il museo di Barberino Tavarnelle, che sarà allestito in una sala del Cinema Olimpia di Tavarnelle. “E' un grande orgoglio poter mettere a servizio della comunità la mia collezione. Penso che possa essere un arricchimento per tutti. Se su cento ragazzi che verranno a vederlo a uno gli scatterà la mia stessa passione, sarò l'uomo più felice del mondo. E sarà sempre in rinnovamento, perché continuerò a collezionare. Ce ne sono ancora tante da trovare”. 

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