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Covid, all’asta le creazioni degli artigiani per acquistare ecografi e attrezzature per le cure domiciliari

Grazie alla campagna su Facebook, Cna Firenze ha raccolto 5mila euro per potenziare le équipe medico-infermieristiche del “Progetto Girot” dell’Ospedale Santa Maria Nuova

Nella Giornata nazionale delle vittime del Covid una notizia di unità, altruismo e sostegno. Gli artigiani di Firenze, categoria duramente colpita in tutta Italia, hanno messo all'asta alcune loro pregiate creazioni per riuscire a comprare dei dispositivi sanitari per le cure a domicilio. E così un ecografo portatile, un umidificatore per ventilatore pressometrico e cinque borse tecniche sono state donate al "Progetto Girot", l’unità di medici e infermieri dell'Azienda USL Toscana Centro che fornisce un servizio di diagnostica e cura domiciliare Covid-19 sul territorio. Le strumentazioni sono state acquistate dalla Fondazione Santa Maria Nuova Onlus con i 5mila euro raccoliti da Cna Firenze grazie all'iniziativa “Di mano in mano”: un'asta Facebook con gioielli, accessori moda e molto altro donati dagli artigiani dell’artigianato artistico fiorentino. Oggi, presso l’Ospedale, a porte chiuse, ma in diretta sulla pagina Facebook di Cna Firenze, è avvenuta la consegna formale e la presentazione delle strumentazioni acquistate.

Hanno preso parte all'evento Giacomo Cioni, presidente CNA Firenze Metropolitana, Giancarlo Landini, presidente Fondazione Santa Maria Nuova Onlus, Federico Gianassi, assessore Attività produttive Comune di Firenze, Lorenzo Pescini, direttore amministrativo Ausl Toscana Centro ed Enrico Benvenuti, responsabile Geriatria e Girot Firenze.

“Siamo ancora in piena emergenza Covid e non possiamo abbassare la guardia proprio adesso” ha sottolineato Giancarlo Landini, presidente della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus. “L'attività di cura domiciliare dei malati è altrettanto importante di quella svolta in ospedale. Per questo va supportata e implementata. Vorrei quindi ringraziare Cna e i suoi maestri artigiani che hanno offerto, grazie a questa iniziativa, un sostegno concreto ai nostri medici del Progetto Girot. Aiutare una struttura sanitaria in prima linea - in un momento molto difficile per tutti e per ogni categoria economica - è un segnale di grande coesione sociale e di speranza per tutta la città di Firenze”.

"La solidarietà in questo anno ha aiutato i nostri ospedali a crescere ulteriormente in termini di apparecchiature sanitarie e l'iniziativa specifica ha per noi un grande valore: proviene dal mondo produttivo anch'esso pesantemente colpito dalla pandemia. Nonostante questo grande momento di crisi gli artigiani hanno voluto comunque esprimere la loro vicinanza al mondo sanitario dotando le équipe di medici e infermieri di importanti strumenti per potenziare  le cure sul territorio" ha aggiunto Lorenzo Pescini, direttore amministrativo Ausl Toscana Centro.

“Siamo orgogliosi che un’iniziativa di Cna, nata per portare attenzione su un comparto, l’artigianato artistico, dimenticato in questa pandemia dalle politiche di sostegno nazionali e locali, sia stata organizzata fin dal suo inizio anche per fare un dono alla città, sottolineando la necessità di solidarietà e azioni concrete da parte di tutti: amministrazioni locali, amministrazioni centrali ed europee, cittadini” ha commentato Giacomo Cioni, presidente CNA Firenze Metropolitana.

“L’artigianato sta pagando un prezzo altissimo a questa crisi economica – ha detto l’assessore al commercio e alle attività produttive Federico Gianassi – ma i nostri artigiani hanno donato comunque le loro creazioni per uno scopo nobile e benefico. Un grande gesto per il quale li ringraziamo e li appoggiamo mentre continuiamo a chiedere al Governo misure speciali di sostegno a questo settore così duramente colpito dalla crisi”.

Il "Progetto GIROT" coinvolge unità di medici e geriatri, internisti e infermieri che effettuano la diagnosi  e la terapia domiciliare dei pazienti. Inizialmente organizzati per curare i malati Covid a domicilio e nelle RSA, in accordo con le USCA e i medici di medicina generale, intervengono anche oggi sui pazienti no Covid.

Il loro lavoro aiuta a limitare gli accessi negli ospedali, liberando spazi e risorse ed alleggerendo la pressione sulle strutture sanitarie

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