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Fave: idee per mangiarle e cucinarle

Le fave possiedono ottime proprietà salutari e nutrizionali, garantendo l’apporto di ferro e altri minerali, e una notevole quantità di vitamine, ovviamente se consumate crude, ma ci sono molte ricette gustose che prevedono la cottura

Sono state rinvenute all’interno di tombe egizie, nelle palafitte e nei villaggi del neolitico: una serie di ritrovamenti che testimoniano come, già 5000 anni fa, l’uomo si nutriva abbondantemente di fave.

Ben nota è l’avversità del filosofo greco Pitagora e della sua Scuola per le fave: non solo si guardavano bene dal mangiarne, ma evitavano accuratamente ogni tipo di contatto con questa pianta. Secondo la leggenda, Pitagora stesso, in fuga dagli scherani di Cilone (di Crotone), preferì farsi raggiungere ed uccidere piuttosto che mettersi in salvo attraverso un campo di fave.

In realtà le fave possiedono ottime proprietà salutari e nutrizionali, garantendo l’apporto di ferro e altri minerali, e una notevole quantità di vitamine, ovviamente se consumate crude. Il contenuto proteico ne ha fatto per lunghi periodi uno dei classici cibi dei poveri, grazie al prezzo economico, alla facilità di coltivazione e diffusione in tutta la Penisola.

Fino a non molti anni fa, le fave secche erano infatti di uso molto comune, simbolo di una mensa povera e spesso considerate “cibo de’ plebei”, mentre oggi sono diventate una piccola ghiottoneria tutta toscana. Se sono piccole e tenere si mangiano crude, a fine pasto, meglio se accompagnate con il famoso pecorino “baccellone”, se invece sono grosse e coriacee è preferibile cuocerle in stufato.

In particolare, quest’ultima preparazione in Toscana prende il nome di “fave alla senese o fave stufate”: una ricetta che prevede la sostituzione dell’aglio con la cipolla e l’aggiunta di pomodori maturi o un po’ di salsa di pomodoro.

A Livorno, invece, si prepara un insolito primo piatto denominato “favetta”: le fave vengono soffritte spellate, con olio, aglio e prezzemolo, e poi vengono portate a cottura nel brodo. Si aggiunge un quarto di cavolo verzotto tritato e, una volta cotto, si saltano con gli spaghetti al dente e si servono con basilico tritato e pecorino.

Ottime come antipasto, in Toscana le fave si servono principalmente come primissima portata con dell’ottimo pecorino tagliato a tocchetti e con un condimento a base di olio, sale e pepe. 

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