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Firenze perde il suo "frapperaio": addio a Sergio Poggianti, titolare dell'iconico chiosco sul viale Amendola

Sergio se ne è andato all'età di 86 anni dopo una vita dedicata al suo chiosco, punto di riferimento per le compagnie fiorentine negli anni 80' e 90'

Firenze perde un piccolo pezzo della sua recente storia. Se ne è andato all'età di 86 anni Sergio Poggianti, meglio conosciuto come il re del frappè col suo chiosco, storico, in Viale Giovanni Amendola. Con la sua attività Sergio è stato uno dei punti di riferimento delle vecchie compagnie degli anni 80' e 90', che si ritrovavano li prima e soprattutto dopo una serata tra amici, per gustare i suoi magici frullati.

“Mio padre era un tipo molto estroverso e gioioso – racconta la figlia Debora -. Non sono triste, perché se ne è andato circondato da tanto affetto, dedicando tutta la sua vita al lavoro. A 86 anni continuava a venire a lavorare. Amava stare a contatto con le persone e stare insieme ai ragazzi giovani”.

Una storia quella di Sergio cominciata quasi 40 anni fa: “Il babbo ha aperto l'attività nel 1975, e il chiosco si trovava qualche metro più avanti. Mi ricordo che una cosa caratteristica di quei tempi era il frappè nei bicchieri di vetro, e spesso c'erano le persone che si dimenticavano di riportarlo, con mio babbo che si intratteneva in battute goliardiche del tipo “ehi, ridammi il bicchiere, altrimenti non posso fare il frappè. Era un punto di riferimento in un epoca bella e spensierata, dove le compagnie si ritrovavano con le loro Vespe al chiosco”.

Quella di fermarsi al chiosco in Viale Giovanni Amendola è una tradizione che le generazioni passate hanno trasmesso ai propri figli: “Molte persone di quegli anni vengono con i loro figli per raccontare quel posto e fargli assaggiare il frappè che bevevano i genitori. Ci sono alcune persone che venivano, chiudevano gli occhi e mentre sorseggiavano i primi sorsi, si ricordavano di quegli anni. Adesso devo cercare di superare il dolore per la perdita e poi vedere come e se portare avanti l'attività. Io l'ho aiutato ma il vero frapperaio era lui e rimarrà per sempre il migliore”.

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