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Tradizioni natalizie: il "Ceppo fiorentino"

La prima versione di di Natale dei fiorentini. Ecco com'è nata la tradizione del "Ceppo"

Il Natale porta con sè numerose tradizioni: da quelle popolari a quelle familiari. A Firenze, tra quelle popolari più famose, campeggia sopra a tutte il "Ceppo Fiorentino". Chi ha la possibilità di parlare con qualche anziano fiorentino, potremmo sentirgli dire "Ceppo" e "Ceppino", riferendosi ai giorni di Natale e S. Stefano. Sì, perché il ceppo, che era la base di un albero estratto dalla terra a cui venivano tolte le radici, veniva benedetto, ornato, cosparso di vino, o di grasso, burro e acceso dal capo famiglia la notte del 24, quando prima di andare alla messa di mezzanotte, si vegliava al camino. Il ceppo bruciava oltre Santo Stefano.

Nel corso del tempo il ceppo cominciò ad ospitare i regali per i bimbi prima di essere acceso, e spesso i bimbi venivano bendati per recitare una preghiera,
"L'Ave Maria del Ceppo, che dice:
Ave Maria del Ceppo,
Angelo benedetto!
L'Angelo mi rispose
Ceppo mio bello, portami tante cose!".

Fu da allora che il ceppo iniziò ad assumere una forma piramidale, una struttura fatta di assi, anche con più piani in modo da avere spazio per posizionare i doni. Poteva essere frutta o canditi nelle famiglie meno facoltose fino giocattoli più o meno rudimentali.

A Firenze nei giorni che precedevano il 25 dicembre nei pressi della Loggia del Porcellino si apriva il mercato dei ceppi e attorno ad esso il mercato dei regali.

Fonte: Comune di Firenze

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