Palazzo Strozzi: Instagram censura un dipinto per la troppa "pelle" in mostra

Il dipinto, che sarà visibile nella mostra a Palazzo, s'intitola "Modella (su sfondo blu)"

A volte ritornano, in questo caso dopo 109 anni la censura torna ad oscurare la Modella (su sfondo blu) di Natalia Goncharova. A renderlo noto Palazzo Strozzi che, in occasione della futura mostra dedicata all'Amazzone dell'Avanguardia, voleva promuovere l'esposizione con un video in cui compariva anche il dipinto incriminato. La giustificazione è che presenta "immagini raffiguranti nudità e porzioni di pelle eccessive", e subito la memoria corre veloce indietro, nella Russia del 1910 quando la Goncharova fu accusata e processata per offesa alla pubblica morale e pornografia (poi sempre assolta) in quanto fu la prima donna ad esporre dipinti di nudi femminili, in perfetta coerenza con il suo anticonformismo.

Modella (su sfondo blu) sarà in mostra a Palazzo Strozzi dal 28 settembre e lì potrà essere ammirata senza limitazioni insieme ad altri dipinti di grandi artisti - fondamentali per la crescita artistica dell'Amazzone -: Paul Gauguin, Henri Matisse, Pablo Picasso, Umberto Boccioni.

Era il 1910 quando Natalia Goncharova venne prima censurata poi processata in Russia con l’accusa di offesa alla morale pubblica e pornografia. Oltre 100 anni dopo la storia si ripete, ma il processo questa volta è su Instagram che censura il dipinto “Modella (su sfondo blu)”, all’interno del video che volevamo mettere in promozione 😔⠀ ⠀ -⠀ ⠀ Natalia Goncharova Modella (su sfondo blu), 1909-1910, olio su tela,⠀ cm 111 x 87. Mosca, Galleria Statale Tretyakov, ZH-1633. Lascito di⠀ A.K. Larionova Tomilina, Parigi 1989 © Natalia Goncharova, by SIAE 2019

Un post condiviso da Palazzo Strozzi (@palazzostrozzi) in data:

"Come è successo l’anno scorso con Marina Abramović anche Natalia Goncharova, artista delle avanguardie di primo Novecento, viene censurata dai social media. Si può dire che, dopo oltre un secolo, l’opera di Natalìa riesce ancora a scandalizzare come aveva fatto ai suoi tempi..." - dichiara Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi -  "Sui social media vediamo costantemente immagini o video di nudo ma in questo caso viene bloccata l'immagine di un dipinto che appartiene alla storia dell’arte moderna. Si innesca così inevitabilmente una domanda: può un algoritmo determinare un principio di censura all'interno di uno dei principali mezzi di comunicazione e informazione del mondo?" 

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