Sabato, 13 Luglio 2024
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Caro bollette, le difficoltà della storica trattoria Burde: “Costretti ad aumentare i prezzi del menù”

Il proprietario insieme al fratello dello storico ristorante fiorentino: "Servono aiuti, non sappiamo cosa aspettarci nei prossimi mesi"

Il caro bollette non sta risparmiando nessuno. A pagarne le conseguenze oggi non sono solamente le famiglie, ma soprattutto i piccoli imprenditori, come la storica trattoria "Da Burde" a Firenze, che a causa non solo dell'aumento di gas e luce, ma anche delle materie prime, è stato costretto ad aumentare i prezzi del proprio menù: “Nella parte ristorativa gli aumenti si sentono particolarmente – racconta Paolo Gori, chef e proprietario del locale insieme al fratello Andrea -. Si, anche un ufficio ha avuto l'aumento delle bollette, ma non ha l'impatto dell'aumento delle materie prime, che noi usiamo molto per poi trasformarle. In più siamo usciti da due anni di pandemia dove il settore alberghiero-ristorativo è stato martoriato e si stava riprendendo nell'ultimo periodo, ma questa è una vera e propria mazzata per noi. Stiamo parlando di aumenti che vanno dal 30% al 50% per le bollette, e dell'80% per le materie prime. Siamo stati costretti ad aumentare i prezzi, è un piccolo sacrificio che dobbiamo fare per non incombere in difficoltà che purtroppo ci sono. I nostri primi sono passati da 8.50 euro a 9.50, così come i secondi.  Non stiamo parlando di aumenti sostanziali, anche se sappiamo che in questo periodo il potere di acquisto degli italiani sia calato. Col fatto che tutto aumenta e gli stipendi rimangono sempre gli stessi, le persone vengono di meno a cena fuori, o se vengono magari risparmiano sul caffè e se lo prendono a casa per fare un esempio”.

Difficoltà che comunque la trattoria Da Burde riesce a colmare grazie anche all'uso di materie prime locali e orari ridotti: “Facendo cucina tradizionale ci riteniamo fortunati, perché i nostri prodotti arrivano da vicino, e questo ci permette di risparmiare sul costo delle spedizioni e del trasporto. In più siamo aperti solo a pranzo, a parte il venerdì. Penso invece ad un bar o un ristorante che resta aperto dalla mattina alla sera tutti i giorni: come può fare a sostenere questi aumenti folli?”.

Domanda lecita quella di Paolo, come è lecita la preoccupazione di molti imprenditori e ristoratori, che non sanno cosa aspettarsi nei prossimi mesi: “finora abbiamo retto bene, abbiamo avuto un'ottima primavera/estate, grazie anche all'ondata di turismo avuta a Firenze, ma non sappiamo cosa aspettarci. Penso che finché non ci saranno le elezioni le persone si sentiranno un po' incerte, e l'incertezza si sa che non aiuta le famiglie”. E a proposito di elezioni,  ecco cosa chiederebbe un ristoratore come Paolo dal prossimo governo per fronteggiare questo periodo: “Una cosa che chiedo da tanto è la rimodulazione della tassa dei rifiuti, che penalizza i piccoli esercizi come i nostri. Uno street food ad esempio produce più rifiuti, ma non è tassato come un ristorante perché ha la metratura quadrata minore. Non dico che uno street food o una grande catena deve avere costi maggiori rispetto alla nostra attività, ma non vedo il perché io devo pagare di più se produco meno rifiuti. Per quanto riguarda il resto, spero in maggiori aiuti per piccole imprese come la nostra, e che ci sia un riequilibrio da parte del governo se qualcuno ha fatto degli extra profitti non giustificati su questo rincaro generale”.

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