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Uffizi da mangiare: la ricetta dei carciofi empolesi con fonduta di pecorino

Una ricetta con soli prodotti toscani, carciofi empolesi, aglio di Ginestra Fiorentina e pecorino di Castiglion Fiorentino, a cura dello chef Fabrizio Marino

 

Le nature morte di Giovanna Garzoni, raffinata pittrice del '600, sono in verità “nature vive", ovvero opere d’arte vitalissime dove specie vegetali e floreali convivono insieme in estrema armonia. I carciofi sembrano sbocciare come fiori e sono così invitanti da ispirare la fantasia di "Uffizi da mangiare".

Ma i carciofi che porteremo oggi sulla tavola oggi non sono carciofi comuni. Ricordate che siamo in terra di Toscana e qui, come nel resto della penisola italiana, ogni chilometro fa la differenza.

Ciascuna località indica una specificità, una tipicità, un sapore differente. Il carciofo "empolese", come lo chef di oggi, si caratterizza per la foglia tonda, il corpo panciuto e il colore verde chiaro.

Lo spicchio d'aglio dai riflessi rosacei è quello tipico della Ginestra Fiorentina, località appena fuori Firenze verso Empoli.

La fonduta a condimento del piatto, a base del pecorino di Castiglion Fiorentino, si accompagna ad una salsa di senape e un pizzico di timo.

Ma c'è anche la firma d'artista: una "farfalla di mandarino" con le sue ali agrumate sigla il connubio fra arte e cucina dello chef toscano Fabrizio Marino.

Foto: Giovanna Garzoni, Natura morta con carciofi, 1651/1662 ca, Palazzo Pitti.

Fote: Gallerie degli Uffizi.

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