rotate-mobile
social

Tra Ravenna e Firenze sulle tracce del sommo poeta: il percorso raccontato da "Meridiani Cammini"

La monografia esce non a caso nel mese di maggio, il periodo primaverile ed estivo è quello più consigliato per affrontare il Cammino di Dante: le prime quattro tappe, infatti, si trovano in pianura, sul rivale del fiume Montone, e si possono quindi percorrere anche con la pioggia

Il percorso tra Firenze e Ravenna, sui passi di Dante, è ampiamente raccontato nel numero di maggio di Meridiani Cammini (Editoriale Domus) che vuole celebrare il settecentenario della morte del Sommo poeta dedicando la nuova monografia al suo Cammino (in uscita il 13 maggio in tutta Italia). 21 tappe tramite le quali ripercorrere quei sentieri che percorse ai tempi del suo esilio, quando scrisse la Divina Commedia, e le antiche vie medievali che ancora oggi collegano la città dove morì a quella dove nacque. Un viaggio naturalistico e letterario.

Il Cammino nasce da un’ispirazione culturale: la passione per il Sommo Poeta e l’interesse per la Divina Commedia hanno portato all’ideazione di un percorso e di un’Associazione, la cui missione è quella di sensibilizzare alla cultura letteraria, alla diffusione dei temi danteschi, alla promozione di iniziative che arricchiscano l’intelletto. C’è poi una cultura del paesaggio: chi percorre tali sentieri instaura un contatto sano e consapevole con la natura, con i suoi protagonisti e con i suoi luoghi, sensibilizzandosi alla tutela dei siti ambientali.

Sono 430 i chilometri previsti in totale e raccontati tappa dopo tappa da Meridiani Cammini: lungo il tragitto si rivivono i fasti dei Conti Guidi e dei loro castelli ricchi di storia e di misteri - meravigliosa la visita del borgo medievale di Brisighella e gli scorci ammirabili dalle sue colline - ci si bagna nelle acque dolci e limpide dell’Acquacheta, ammirando la maestosa e sconosciuta bellezza delle foreste Casentinesi. Il percorso può essere realizzato in 21 giorni di cammino: alcune tappe sono più impegnative e prevedono anche nove ore di cammino (come da Pieve Pitiana a Prato di Strada o da Casalino a Passo della Calla) e altre più leggere (come da Ravenna a Ponte Vico, Ponte Vico-Oriolo dei Fichi, Forlì-Ponte Vico).

La monografia esce non a caso nel mese di maggio, il periodo primaverile ed estivo è quello più consigliato per affrontare il Cammino di Dante: le prime quattro tappe, infatti, si trovano in pianura, sul rivale del fiume Montone, e si possono quindi percorrere anche con la pioggia. L’Appennino poi si fa più impegnativo, anche per via delle pendenze, e con il terreno bagnato tipico dei mesi autunnali e invernali, alcuni tratti risultano impervi anche per i camminatori più esperti.

“Ovoi ch’avete li ‘ntelletti sani, mirate la dottrina che s’asconde sotto ‘l velame de li versi strani”. Anziché celebrarlo come la caricatura commerciale che vediamo in libreria, si potrebbe partire da questo passo dell’Inferno (IX,61-63) per tornare verso Dante. Questi versi infatti permettono di vederlo per quello che fu davvero: un poeta, un politico, un teologo, ma prima di tutto un viandante o meglio un iniziato” spiega il direttore Walter Mariotti nell’editoriale del nuovo numero ricordando come molti considerano il Sommo poeta un iniziato dell’Ordine dei Fedeli d’Amore, una delle tante sette sorte nel fervore suscitato dalla corruzione della Chiesa fra i secoli XIII e XIV “Settecentocinquanta anni dopo l’enigma di Dante resta inviolato. Avrà davvero voluto regalarci una chiave cifrata per raggiungere l’illuminazione? O esprimere l’amore perduto, l’esilio ingiusto, la virtù civile, la nostalgia dell’essere? Per provare a rispondere c’è solo un modo: tornare sui suoi passi. Mettersi in cammino con Dante e attraversare i suoi luoghi, che lo videro passare e dove ancora c’è l’eco del suo mondo. Un mondo che basta un paio di scarpe comode per risvegliare dentro di noi”.

In un momento in cui il mondo dei viaggi continua a subire gli effetti di un semaforo rosso da pandemia, il viaggio di Meridiani Cammini continua in Italia alla scoperta di quell’esperienza antica e unica rappresentata da un modo di viaggiare lento, un nuovo modello di turismo, un cambio di prospettiva il cui fascino è sempre più diffuso tra i giovani e condiviso sia dal singolo che dai gruppi più numerosi.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tra Ravenna e Firenze sulle tracce del sommo poeta: il percorso raccontato da "Meridiani Cammini"

FirenzeToday è in caricamento