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Curiosità: chi rappresenta la statua in Piazza San Lorenzo e perché si trova lì

Il momunento ha una storia particolare legata all'ironia fiorentina

Passando davanti alla Basilica di San Lorenzo è impossibile non notare la grande statua posizionata sul sagrato che rappresenta un uomo seduto su un basamento. Quell'uomo è Giovanni De Medici, soprannominato “dalle Bande Nere” per il colore delle insegne che mostrava in battaglia. Questo monumento ha una storia particolare, legata all'ironia fiorentina che non ha mai risparmiamo nessuno, soprattutto i personaggi illustri. 

Giovanni, noto per il carattere ribelle e turbolento, per l’acume tattico, nonché per essere il padre del Granduca Cosimo I°, fu un comandante d’indubbia bravura, ferito a morte nel 1526 durante la campagna che oppose lo Stato Pontificio all’imperatore Carlo V. Ma tra i fiorentini è forse più famosa la statua a lui dedicata che il personaggio stesso. La scultura è infatti da tutti conosciuta come “Il Capitano Ebbe”. L’opera, che oggi sosta davanti al sagrato della Basilica di San Lorenzo, ha avuto una vita turbolenta almeno quanto il nostro condottiero. Inizialmente sarebbe dovuta essere collocata dentro la Cappella Neroni all'interno della basilica di San Lorenzo, per questo lo scultore concepì il guerriero seduto (posa alquanto insolita per un condottiero) sopra il basamento.

Ma il Granduca, una volta che il Bandinelli ebbe realizzati statua e basamento, decise di cambiare collocazione e fece posizionare la statua in Palazzo Vecchio e il basamento di fronte alla basilica. I fiorentini subito ribattezzarono il piedistallo come “La Base di San Lorenzo”. Nel 1812 la base fu trasformata in una fontana e nel 1850 la statua tornò sul basamento, ma non senza che i fiorentini componessero un epigramma satirico sui vari spostamenti, che recitava “Messer Giovanni delle Bande Nere, dal lungo cavalcar noiato e stanco, scese di sella e si pose a sedere”. Ma la voglia di scherzare non era ancora venuta meno e quando al monumento venne apposta una nuova targa ("Una parte di questo monumento destinato da cosimo i ad onorare la memoria del padre giovanni dalle bande nere lungamente non curata qui stette e il volgo la chiamò la base di san lorenzo restaurata nell'anno MDCCCL e postavi la statua del gran capitano ebbe alfine compimento la pregevole opera scolpita dal Bandinelli") la città colse l’occasione per darle il nomignolo affettuoso per cui è conosciuto, ovvero “Capitano Ebbe”. 

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