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Mercoledì, 28 Settembre 2022
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A Firenze finisce la favola di Pinocchio: addio a Bartolucci, storica bottega del legno

In Via della Condotta chiude lo storico marchio attivo In Italia e non solo da oltre 40 anni

Prima il covid, adesso l'inflazione. Sono tempi duri per le tante botteghe storiche di Firenze, una delle città simbolo dell'artigianato. L'aumento dei costi e il turismo non ancora ripartito al 100% hanno costretto ad abbassare la saracinesca della storica catena Bartolucci, attiva sul territorio nazionale e non solo da più di 40 anni e famosa per la produzione dei burattini di Pinocchio e altre creazioni in legno.

“E' stata una decisione sofferta, perché si tratta di 40 anni di attività – commenta Mriagrazia Stocchi, moglie di Francesco Bartolucci e amministratore delegato dell'azienda -. Purtroppo durante il Covid ci sono stati dati aiuti davvero esigui. La nostra azienda non aveva solo negozi sparsi in tutta Italia ma anche una fabbrica produttiva, e quindi costi fissi ogni mese. Terminata l'emergenza Covid il mercato non è ripartito in egual misura. Il nostro era un prodotto che lavorava molto col turismo. Il mercato americano è ripartito quest'anno a marzo mentre ci si aspettava che ripartisse già molto prima, e anche ora non è  che si sia ripreso in pompa magna, mentre quello asiatico è rimasto bloccato a causa delle loro chiusure totali. Agli occhi delle persone sembra che il turismo sia ripartito completamente ma non è esattamente così. La guerra in Ucraina poi è stata la ciliegina sulla torta, perché i turisti europei non spendono più tranquillamente come prima, in quanto sanno che il prossimo inverno sarà un massacro. Questo ha portato ad un calo del fatturato dell'85%, e quindi siamo stati costretti a chiudere i battenti”. 

L'artigianato per l'Italia non rappresenta soltanto un settore commerciale, ma un patrimonio, una memoria storica da tramandare che sta però pian piano scomparendo: “In questi giorni - continua Mariagrazia Stocchi - sto sentendo di tantissimi piccoli artigiani che sono costretti a chiudere come noi perché non riescono a sostenere il costo delle bollette. Perdiamo una storia che non so se riusciremo più a recuperarla. Questo fa capire in maniera eclatante la distanza che c'è tra la vita reale e la politica italiana. C'è tanta tristezza, perché non è solo la nostra azienda che va a finire, ma tante piccole botteghe”. 

Non solo il dispiacere quindi per una grande realtà artigianale che scompare, ma anche il problema per tantissimi dipendenti dell'azienda, che dovranno trovarsi un altro lavoro per andare avanti: “Purtroppo abbiamo fatto il possibile per evitare questa chiusura, anche per i nostri dipendenti, che adesso non hanno più un lavoro - afferma l'ex amministratore delegato -. La nostra penso sia stata una bella favola, come quella di Pinocchio. Per allietare le persone mio marito da oggi andrà a fare qualche mercatino di antiquariato dove continuerà a fare i Pinocchi e altri prodotti in legno, per cercare di mantenere viva questa favola, destinata a scomparire”. 

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