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Donare alcuni servizi per riceverne altri in cambio: nasce a Firenze la Banca del Tempo

Il progetto ha come obiettivo mettere in contatto persone con bisogni, desideri, capacità e talenti diversi, utilizzando come moneta di scambio la risorsa più preziosa: il tempo

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Il tempo è il dono più prezioso della vita dell'essere umano. Per questo motivo, usarlo nella maniera giusta è fondamentale. In quest'ottica nasce a Firenze la Banca del Tempo, un'idea promossa dal Consorzio Zenit, che dal 1981 opera a Firenze al servizio delle persone più vulnerabili promuovendo numerosi progetti per la socializzazione. 

Con questo progetto, denominato “80 fiducia in te” , si mira a mettere in contatto persone con bisogni, desideri, capacità e talenti diversi, utilizzando come moneta di scambio il tempo appunto. Una persona offre, ad esempio, due ore di tempo. Queste ore di tempo confluiscono in una sorta di banca virtuale, e saranno restituite al donatore non appena avrà bisogno di qualcosa da qualcuno delle persone che ha aderito al progetto. Non si tratta di volontariato puro, perché in questo caso le persone, oltre a dare, ricevono qualcosa in cambio. È la prima istituzione del genere che valorizza il tempo dei più fragili. 

"Il progetto delle banche del tempo, di base, non è nuovo - racconta Valentina Blandi, responsabile dell'iniziativa -, ma ciò che impreziosisce la nostra è che non si tratta di uno scambio passivo, ma attivo. In questa maniera coinvolgiamo tutte le persone, anche quelle che sono più ai margini. Non è solo una cosa utile, ma serve anche per stimolare nuovi rapporti di fiducia. Magari quella persona alla quale gli hai tenuto il cane abita vicino a te, e sai che è una persona affidabile, e magari sai che a pochi passi da casa puoi contare su una persona affidabile. E' anche un modo per ricostruire quel senso di "piccolo borgo" che negli anni abbiamo perso con l'espandersi della città". 

In questo modo Cristina porta la spesa a casa a Fiorella, quarantacinquenne disabile che vive da sola. In cambio, ottiene lavaggi gratuiti alla propria auto da parte di Francesco, ragazzo accolto in una comunità per minori in dispersione scolastica. Francesco, in cambio, ottiene ripetizioni gratuite di matematica, italiano e storia da Luisa e Maria Grazia. Luisa e Maria Grazia, in cambio, ricevono lezioni di cucito dalla signora Rosa. E così via. Le persone donano alcuni servizi e in cambio ne ricevono altri, non necessariamente dalle stesse persone, perché non è un baratto. 

Il progetto è partito da circa un anno, ed è in fase sperimentale. "Al momento contiamo circa una sessantina di persone - spiega Valentina -. Il nocciolo duro è composto principalmente da persone in pensione, ma anche studenti che sono in vacanza e che vogliono sperimentare nuove attività. La diffidenza verso un progetto del genere è normale da una parte, visto l'epoca che viviamo. Puntiamo sul passaparola positivo delle persone che per ora hanno aderito al progetto. Ovviamente vogliamo migliorare giorno dopo giorno. Ad esempio stiamo studiando una piattaforma online per gestire il tutto in autonomia. Il sogno è che possa essere uno strumento che aiuti a fare comunità. Aiutare le persone a fidarsi di un numero sempre più ampio di persone per ricostruire quel senso di reciprocità e di responsabilità in un mondo dove le relazioni sono sempre più digitali". 

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