Venerdì, 19 Luglio 2024
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"Osservavo le stelle in campagna, ora lavoro con la Nasa": la storia di Andrew, toscano a caccia di vita nell'universo

Trentenne di Populonia, Andrew collabora con la più importante agenzia governativa spaziale al mondo direttamente dall'osservatorio di Arcetri

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Si parla spesso in Italia di cervelli in fuga. Giovani scienziati che per avere maggiori opportunità scappano all'estero. C'è anche chi in Italia invece ci rimane, e riesce anche ad arrivare a lavorare per una delle organizzazioni più importanti del mondo: la Nasa. Quella di Andrew Alberini sembra una storia da sogno, ma invece è la realtà.

Nato a Populonia, fiorentino ormai d'adozione, Andrew svolge il dottorato presso l'INAF, l'osservatorio di Arcetri, e da circa due anni è un collaboratore ufficiale della Nasa per quanto riguarda la missione "Mars 2020", ovvero un rover che da quattro anni cerca tracce di vita su Marte. “Sembra assurdo raccontarlo, ma se oggi sono arrivato dove sono è perché sono un ragazzo di campagna” spiega con umiltà. “Sono nato a Populonia e vivevo in un posto molto buio dal punto di vista dell'inquinamento luminoso, e quindi passavo le serate fin da bambino a osservare il cielo stellato”. 

Un obiettivo chiaro fin da piccolo, quello di scoprire cosa c'è oltre il cielo. Dopo il liceo Andrew si laurea in fisica all'Università di Pisa, mentre la magistrale in Astrofisica la ottiene all'Università di Firenze, grazie ad una tesi di ricerca proprio sulla missione marziana “Mars 2020”, che gli ha permesso non solo di vincere il dottorato, ma di diventarne appunto collaboratore ufficiale. "Quando ne parlo ancora non me ne rendo conto. Partecipo alle riunioni della missione, oltre che prendere decisioni in merito. Una cosa impensabile fino a qualche anno fa. L'obiettivo è provare a cercare vita su Marte, che è il pianeta più simile alla Terra, in quanto 4 miliardi di anni fa ospitava acqua liquida sulla sua superficie, sviluppando un ambiente abitabile”. 

Il robot da quattro anni girovaga sul pianeta rosso in cerca di tracce di vita, come fossili ma anche batteri. E tra i tanti scienziati a guidarlo c'è anche Andrew, che lavora a stretto contatto con la Nasa direttamente da Arcetri. “Solo qualche mese fa sono stato a Tolosa, in uno dei laboratori gestiti direttamente dalla Nasa. E' stata un'esperienza incredibile, ho dato indicazioni al robot su dove andare e quale roccia analizzare su Marte. Una delle ultime novità che abbiamo scoperto sono dei segnali che potrebbero essere riconducibili a materia organica. Un lavoro di gruppo in stretto contatto tra Arcetri e i laboratori in California della Nasa, e non sempre è facile perché tra America e Italia ci sono nove ore di differenza, quindi qualche notte si dorme poco”. 

Importante nel mondo della scienza è fare gruppo. Per questo Andrew, insieme al suo collega Christian Lorenz, ha organizzato anche la Prima Scuola Internazionale di Astrobiologia su suolo italiano. “La conoscenza è di tutti. Per questo, insieme al mio collega dottorando, abbiamo organizzato questo congresso per riunire i giovani ricercatori di tutto il mondo in Astrobiologia. A Firenze sono arrivati scienziati da 25 paesi diversi. Per me è importante, perché quando si parla di comunità scientifica, c'è il rischio che le persone si isolino. Dobbiamo invece rafforzare il rapporto tra noi e i nostri colleghi, tutto questo perché più cervelli collaborano insieme e più la scienza ne può trarre beneficio”. 

Insomma, anche nella scienza i giovani italiani possono dire la loro, e la storia di Andrew ne è la dimostrazione. “Veniamo spesso bistrattati o non presi sul serio, però uno dei miei obiettivi è proprio quello di dare un segnale. Non siamo da meno rispetto all'estero. La comunità dell'Astrobiologia in Italia sta crescendo giorno dopo giorno. Diremo la nostra, sono sicuro di questo”. 

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