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Sabato, 4 Febbraio 2023
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Firenze e lo spopolamento del centro storico: è davvero colpa di Airbnb?

Ecco come funziona la vita di un “host” e perché sono sempre stati visti come la causa dello spopolamento dei centri storici

Affitti brevi e città d'arte. Un binomio che in questi anni a Firenze e non solo ha fatto parlare sia per le vicende legate allo spopolamento di residenti dal centro storico, sia per un turismo che spesso è stato additato come non regolamentato a sufficienza.

Insomma, i così detti “host” sono sempre stati visti come la panacea di tutti i mali di un settore turistico che negli anni è cambiato e continua ad evolversi: “Riteniamo che dietro a questo luogo comune vi sia molta disinformazione – commenta Rita Lotti, delegata della Toscana per la federazione FARE, che si occupa di tutelare le categorie di attività extralberghiere e le locazioni brevi\turistiche -. Solitamente noi gestori siamo accusati di appartenere ad un settore deregolamentato, ma ciò è assolutamente falso perché i locatori turistici devono osservare molte leggi, regolamenti e normative. Una serie di incombenze burocratiche che portano via molto tempo e che, opportunamente utilizzate per "incrociare i dati", potrebbero essere utili per individuare eventuali host "fuori legge".

“Questa errata convinzione – continua la delegata - ha anche alimentato una percezione negativa del fenomeno, generata da una lettura errata dei fatti storici. Qualsiasi fiorentino è a conoscenza del fatto che il centro storico si è spopolato a partire dagli anni '60, fenomeno che si è poi accentuato negli anni '70 e '80 ed è noto che questa zona della città si era quasi completamente spopolata già agli inizi degli anni 2000. Individuare le causa è molto semplice: Il centro storico è di fatto morfologicamente invivibile secondo i canoni di agiatezza e di benessere moderni. In primis gli edifici stretti e con scale ripide, le strade anguste e i pochissimi spazi aperti. Vivere e muoversi in centro è di fatto un lusso per pochi. Mancano poi i servizi più basilari: assenza di parcheggi prima di tutto, ma anche di centri commerciali, di aree verdi, di scuole, di cinema, di negozi di vicinato e molto altro ancora. C'è anche da dire che a questo fenomeno ha contribuito una visione strategica dell'Amministrazione Comunale, che per decenni ha puntato a Firenze come capitale mondiale della Cultura e dell'Arte, dunque del turismo, innescando un forte aumento della domanda. Operazioni come la pedonalizzazione di gran parte del Centro storico, lo spostamento di quasi tutte le Università e di molti enti pubblici hanno decisamente contribuito da tempo a togliere "vita vissuta" al tessuto sociale del centro storico”.

La vita di un host quindi sembrerebbe molto più difficile di ciò che si può pensare. Non basta infatti aver ereditato un appartamento e caricare un semplice annuncio sui vari portali: “Apparentemente sembra facile perché bastano pochi minuti per inserire un annuncio su una delle molteplici piattaforme come Airbnb, ma dietro a questa veloce operazione in realtà c’è dietro tantissimo lavoro e fatica. Ad iniziare dalla ristrutturazione degli alloggi e dal relativo ammodernamento degli arredamenti, il cosiddetto home-staging. Poi la gestione delle prenotazioni, che ovviamente va seguita in modo opportuno: la messaggistica con gli ospiti, l'adempimento di tutte le incombenze burocratiche, la pulizia dell'alloggio e la fornitura dei servizi base, l'incontro per il check-in ed il check-out e via dicendo”

E sui possibili guadagni Lotti risponde così: “Dipende da molti fattori, come la tipologia di appartamento, dal numero delle persone che vi possono soggiornare, dall’ubicazione, dal rating delle recensioni degli ospiti precedenti e dai servizi offerti. Va anche detto che il guadagno dipende non solo dagli incassi ma anche dalle spese, che possono essere fiscalmente detraibili solo nel caso in cui le locazioni vengano svolte in maniera imprenditoriale, con la gestione di più di 4 immobili. E va ricordato che  il comparto delle locazioni turistiche sia stato uno dei pochissimi settori a non essere minimamente supportato durante la pandemia".

Cosa aspettarsi quindi dal futuro del mondo turistico?: "Fare qualsiasi tipo di previsione è difficile - conclude Lotti -. Ciò che è certo, è che il  Il mercato dei viaggi richiede sempre più soggiorni di tipo esperienziale. Il successo delle strutture extralberghiere, fino ad oggi, è da attribuire al fatto che queste propongono una tipologia di soggiorno più vicina alle esigenze del citato visitatore tipo, collocata in ambienti più familiari o semplicemente più intimi, che avvicinano l’ospite al territorio ed alle sue ricchezze enogastronomiche, paesaggistiche, culturali, alla natura e all’arte".

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