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Achille Lauro ai microfoni di Radio Bruno: "Tutto ha un senso, anche le sofferenze. Oggi sono felice della mia vita"

Il cantautore, ospite di "Drive Time" con Georgia Passuello e Roberto Uggeri, ha parlato della sua musica e della sua arte

Achille Lauro, artista poliedrico che con la sua musica è riuscito a dare un "Bam bam twist" al Festival di Sanremo e non solo, ospite di Radio Bruno ha parlato del concerto di questa sera a Firenze, al teatro Verdi. Per lui i palchi teatrali sono una novità e come lui stesso ha ammesso ai microfoni di "Drive Time", con Georgia Passuello e Roberto Uggeri, "mi piacciono le grandi imprese, i grandi concerti e con queste date nei teatri mi sono reso conto che la realtà intima del palco si difende benissimo, anzi rende tutto ancora più prezioso". 

Per Lauro però non è la prima esperienza: "Avevo suonato solo una volta in teatro (al teatro degli Arcimboldi a Milano, ndr) con l'orchestra Magna Grecia per un'operazione benefica che ci ha permesso di raccogliere 120mila dollari e donarli al reparto di cardiochirurgia infantile del San Donato di Milano". "Questo tour - aggiunge il cantautore - mi ha donato la possibilità di capire meglio il teatro, di provarlo e devo ammettere che ha un fascino bellissimo".

Essendo un animale da palcoscenico ammette che lui adora gli imprevisti tecnici perché lo costringono a cambiare: "Io non vengo dal cinema e tutta la mia vita va in base al momento e quando salta tutto e devi cambiare lo spettacolo, rispetto a quello che avevi fatto nelle date precedenti, io sono felice".

Il suo tour, Achille Lauro Unplugged (nel quale rientra anche la data fiorentina) è nato con il "desiderio di riportare il pubblico, e anche noi stessi, a come nascono i brani, in acustico chitarra, voce e pianoforte. Per me è bello, intimo. È riportare tutto all'essenziale".

Nel 2019 ha pubblicato il libro "Sono io Amleto" e proprio sul suo scritto Uggeri e Passuello gli pongono qualche domanda. La prima è come faccia a coniugare tutti i suoi impegni artistici, di composizione e lavorativi: "Come faccio? Non dormo, lavoro di notte, non bevo troppo caffè ma ho ridotto le ore di sonno drasticamente. La musica in realtà è una delle cose che nascono nel modo più facile e veloce, lo scrivere le canzoni, rispetto a tutto il resto, occupa poco tempo. Perché lo scrivere una canzone, per me, dipende molto dal momento, mi lascio trasportare: durante il giorno sapete quante ispirazioni si possono avere? Basterebbe segnarsele oppure prendersi il momento giusto per poter sviluppare un'idea".

Nel libro racconta un po' di sé, della periferia romana: "È stata una storia un po' complessa la mia, sono partito dalla periferia dove c'era tanta solitudine. Roma è molto lontana 'dall'idea del riuscire a fare qualcosa' e questo alimenta un sottobosco artistico che permette di creare opere molto accurate poiché ci lavori e ci lavori rendendole perfette e non immaginandoti che diventeranno un successo". 

Achille Lauro nelle scuole

L'anno scorso, poco dopo l'annuncio dei concerti unplugged (ovvero in acustico, non amplificato), Achille Lauro ha presentato il suo progetto Achille Lauro nelle scuole. Un tour dedicato ai ragazzi degli istituti superiori d’Italia che ha lo scopo di stimolare le giovani menti. "Nella scuola io cerco di rapportarmi a loro come se fossi un loro amico e dico che la felicità non è guadagno, non è successo, non è quello che si mostra sui social poiché non è corrispondente alla realtà. Il successo di tutti i grandi artisti si basa su lavorare molto, sugli insuccessi". "E poi - aggiunge il cantautore - ai ragazzi dico che la felicità è soggettiva: può essere il costruirsi una famiglia, nel vivere in un paese di campagna a lavorare la terra, io non parlo solo di carriera perché non voglio che sia fuorviante, anche perché il guadagno io credo sia il risultato di una passione portata ai massimi livelli".

E parlando di scuola è carino l'aneddoto che ha raccontato nel libro: lui spesso ha falsificato la firma della madre sul libretto delle assenze e l'unica volta in cui davvero era stata la madre a firmare la chiamarono per accertarsi che fosse vero. "Sì, sì, è successo davvero - ammette il cantante -. Io ero turbolento e se ora penso a tutte le ore che ho investito nello scrivere in quel periodo mi rendo conto che erano tante, forse se fossi andato a scuola non avrei fatto quello che ho fatto, ma forse avrei fatto altro".

"Hai scritto di te che 'avevo paura che se mi fossi incontrato per strada non mi sarei riconosciuto', oggi è ancora così?" gli chiede Uggeri e Achille Lauro con grande onestà risponde che ora "a distanza di tempo posso dire che mi rendo conto che tutto aveva un senso. Ora sono molto contento di tutto quello che è stato la mia vita e trovo una motivazione in tutto, anche nella sofferenza".

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