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La storia dell'arco in piazza della Libertà

L'Arco è legato a doppio filo alla storia della casata di Lorena

In piazza della Libertà si trova un Arco la cui storia è inevitabilmente legata a quella di Firenze. Da lì passarono i Lorena il 20 gennaio 1739 quando divennero granduchi di Toscana dopo la morte degli ultimi eredi dei Medici.

La storia dell'Arco dei Lorena

All'estinzione della dinastia dei Medici furono i Lorena a guidare Firenze e il Granducato di Toscana. Il prescelto per guidare il granducato fu Francesco Stefano che volle, in occasione del suo arrivo in città, la creazione di un Arco di Trionfo sotto al quale passare, anche simbolicamente, per la sua ascesa al 'trono' toscano (avvenuta ufficialmente già nel 1737). La grande struttura in arenaria fu progettata dall'architetto francese Jean Nicolas Jadot e la costruzione vide al lavoro ben quattromila operari 'full time' divisi in quattro turni giornalieri.

Francesco Stefano non passò molto tempo a Firenze e la cosa non dispiacque poi troppo ai fiorentini che come ben sappiamo hanno amato poco i sovrani nostrani e ancor di meno quello stranieri. Il monumento, nato forse come ostentata celebrazione, è entrato di diritto nel panorama di piazza della Libertà come imprescindibile elemento identificativo. Mai il nome 'Arco dei Lorena' fu più azzeccato perchè, curiosamente, l'arco è legato a doppio filo al casato europeo, aprendo e chiudendo in senso circolare la storia fiorentina della famiglia. Infatti Leopoldo II, di fatto ultimo granduca lorenese (il figlio Ferdinando IV non visse a Firenze e non assunse mai legalmente i pieni poteri), abbandonò la città nel 1859 passando, proprio come il suo avo, sotto lo stesso arco.

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