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A Firenze la prima stampante in Europa che replica i tessuti umani 

Un servizio a disposizione di ospedali, università e centri di ricerca per la preparazione di interventi complessi e la formazione dei medici 

E' arrivata da pochi giorni nel comune di Barberino Tavarnelle Val di Pesa, alle porte di Firenze, una stampante 3d rivoluzionaria in grado di replicare non solo la forma ma anche le consistenze dei tessuti del corpo umano. Una ricostruzione di muscoli, ossa, sistemi vascolari, possibile partendo dalla Tac o dalla risonanza magnetica di pazienti reali. 

Questo è il primo modello che arriva in Europa della Stratasys J750 Dap (Digital Anatomy Printer) ora consegnato ai tecnici della neonata Bio3Dmodel, fabbrica digitale del Gruppo SolidWorld/The3dGroup dedicata al settore biomedicale. 

La macchina utilizza resine fotosensibili ed è in grado di riprodurre una mano, un cuore, o un sistema vascolare con vene dello spessore di un millimetro e mezzo. Gli utilizzi della stampa degli organi in 3D sono soprattutto tre. In primo luogo la preparazione dei medici su interventi particolarmente difficili, per cui viene realizzata una copia degli organi da operare così da poter trovare la strategia migliore e fare diverse prove; secondo, la formazione degli studenti di chirurgia, che possono studiare su modelli realistici di specifiche malattie, con simulazioni di livello diverso a seconda delle fasi di preparazione (evitando, tra l’altro l’uso di animali o dei cadaveri umani); terzo, la creazione di protesi o delle cosiddette “dime chirurgiche” che guidano la mano del chirurgo durante un intervento.DAP-lezione-2

Uno strumento al servizio quindi di ospedali, università e centri di ricerca.  "Abbiamo scelto Firenze - spiega il presidente Rizzo - come sede di Bio3Dmo del proprio perché qui c’è un ecosistema di eccellenze con cui possiamo collaborare. Il Centro di Firenze fa capo direttamente ad una delle aziende del Gruppo, CAD Manager, i cui ingegneri si stanno già formando per l’utilizzo della macchina. Insieme a loro ci sono medici e ingegneri di due importanti centri di ricerca: e-SPpres3D  Spinoff del centro EndoCAS (Computer Assisted Surgery) dell’Università di Pisa, il gruppo TIP - Team per l’Innovazione di Processo e Prodotto del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Firenze. Queste due realtà lavoreranno a fianco dei nostri tecnici per lo sviluppo dei progetti richiesti".

"Si utilizzano resine fotosensibili, vengono dapprima spruzzate e poi coagulate utilizzando una lampada - spiega l'ingegner Giovanni Semplici - L'intento dichiarato dai produttori è quello di diminuire utilizzo dei cadaveri e non limitare le prove chirurgiche solo all'interno di sale operatorie".

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