Salute

Allergie ai pollini, l’esperto: “Nel 2030 colpiranno il 30% della popolazione”

“Sono in crescita per cause ambientali”. Intervista alla dott.ssa Donatella Macchia, direttore di allergologia e immunologia dell’ospedale San Giovanni di Dio di Firenze

E’ arrivata la primavera seppure in ritardo e come sempre arrivano le allergie primaverili.                         

Dott.ssa Macchia le allergie sono sempre più diffuse? L’ Ausl toscana centro parla di un trend in aumento: nel 2030 il 30% della popolazione sarà allergica. Tutto ciò è stato valutato da studi nazionali. Purtroppo Firenze in particolare per le  condizioni climatiche e il meteo della città sfavorisce la condizione degli allergici. L’incremento è reale è dovuto a situazioni ambientali, le persone mettono più piante nei giardini, incrementando la presenza arborea e floreale dal piccolo giardino ai parchi, inoltre i pollini aumentano quando c’è l’inquinamento. Ci sono più concentrazione in ambito urbano, come a Firenze.

Ma questo incremento è dovuto anche ad altri fattori? “Si verifica un incremento assieme a malattie autoimmuni. Negli ultimi anni si è verificato un cambiamento delle abitudini, ci si ammala meno di altre malattie. L’allergia è la malattia di questo secolo, la nostra flora batterica che attualmente acutizza la malattia allergica. Poi il bambino non gioca più nella terra ma sta in un ambiente igienico; in passato poteva sviluppare più difese immunitarie.

Ma le allergie hanno un picco a primavera?  Nei mesi da aprile fino a luglio i pollini che sono più presenti nell’area graminacea, parietaria e olivo. Fioriture di alberi ad alto fusto nel periodo da novembre ad aprile come i pollini da cipresso ed altri alberi. Si dice sempre che è la primavera ama in realtà le allergie ai pollini durano tutto l’anno.

Quindi le allergie durano tutto l’anno? Non c’è altra malattia cronica più disattesa di quella dell’allergia. Non solo a primavera, la patologia è cronica e sistemica. La qualità di vita di un persona con raffreddore cronico determina una resa minore lavorativa, è irritabile, dorme peggio, ha confusione mentale, è come se una persona ha influenza che dura mesi, non è limitata solo al naso ma è tutto il corpo che ne risente .

I sintomi della malattia? Sono la rinite allergica o asma bronchiale, accompagnata a congiuntivite. Sintomi sono raffreddori e la tosse, e l’asma. Circa 80 % dei casi di asma sono allergici”.

Cosa fare se si presume di essere ammalti? Rivolgersi agli allergologhi portando dati clinici e storia dei sintomi, lo specialista farà il test che sono specifici per diagnosi. Invito a farla quanto prima, quando compare il primo sospetto . E’ necessario, prima si fa una diagnosi è meglio è

E per i più picccoli? Il bambino non va tenuto in una campana di vetro, la prima cosa da fare è la terapia, spray nasali e antistamici e scegliere uno sport conseguente a sintomatologia (per esempio piuttosto che fare calcio è meglio fare un altro tipo di sport come il nuoto)

Ma esiste un vaccino? Lo specialista può dare avvio a un vaccino (immunoterapia specifica) che tanto prima si inizia meglio è. Quando viene effettuato in maniera appropriata, la terapia dura per almeno 3 anni, se ci sono sintomi si ricorre a terapia allergologica. L’immunoterapia specifica può modulare la risposta allergica ma non può eliminarla è come se uno mettesse da parte un tesoretto degli anticorpi buoni che resistono. La terapia va fatta più o meno tutta la vita, poi ci sono soggetti che possono stare bene anche per 15 o 20 anni, anche se a livello di bronchi c’è sempre il problema.

Quali esami è consigliato fare? L’ allergologo può richiedere, al fine di valutare qual è l'allergia prevalente, un esame del sangue che individua quali solo le molecole allergeniche. Per esempio: pollini graminacee sono tante proteine. Con questo sistema  è possibile avviare un’immunoterapia specifica perché viene targhettizzata per quel paziente.

E gli antistaminici? Adesso utilizziamo prodotti di terza generazione che non provocano sonnolenza

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