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Mukki: sì a Parmalat e Torino, Granarolo per ora in panchina. Allevatori con Sici?

Il Cda della Centrale ha ammesso 8 proposte: c'è anche quella di Alival, dei dipendenti, degli Assegnatari Associati Arborea; e della Cooperativa Santangiolina Latte Fattorie Lombarde. Non c'è il colosso bolognese, anche se la sensazione è che sia solo tattica

Al termine del Consiglio di amministrazione di Mukki, ieri, sono 8 le proposte avanzate e ammesse dalla Centrale del latte di Firenze: “la disponibilità segnalata da 98 dipendenti, le tre cooperative di allevatori toscani (Cooperlatte, Granducato e Atpz); Sici srg; il gruppo Alival; la Centrale del Latte di Torino; gli Assegnatari Associati Arborea; la Cooperativa Santangiolina Latte Fattorie Lombarde; il Gruppo Parmalat”. Otto sì, fanno sapere da Mukki, “in sintonia con quanto auspicato dagli organi sociali, tratteggiando anche i punti salienti della propria idea progetto: la crescita ed il consolidamento dell’Azienda, inoltre tutelando il sito produttivo, gli attuali livelli occupazionali e la filiera agroalimentare toscana”. Altrettanti i no, le proposte scartate.

Il Cda, quindi, spiegano dalla Centrale, “non ha dato giudizi di merito sui progetti presentati”, se non l’ammissibilità. Si è trattato, continuano, “di una prima scrematura su idee di progetto”, visto che in questa fase “appare chiaro come ai soggetti interessati non fosse richiesto di presentare un piano strategico completo ed organico”. Entro “la fine di marzo”, precisano dalla Mukki, istruttoria e specifiche saranno presentati all’assemblea dei soci. Pertanto, nelle prossime settimane, “si procederà all’approfondimento delle diverse idee progetto che meglio uniscono e rappresentano le indicazioni espresse dalla delibera sociale; eventualmente e se necessario, in una seconda fase, saranno approfondite anche le altre segnalazioni”.

Fatta la prima scrematura, cominciano le grandi manovre. Due le precisazioni, per circoscrivere il campo: esce di scena il fondo di Hong Kong, la proposta dei cinesi, infatti, “non era industriale ma solo finanziaria”, fanno sapere dalla Centrale fiorentina; Granarolo non c’è ma non è detto che il gruppo bolognese non rientri domani, visto, precisano da Mukki, allo stato attuale “non fosse richiesto di presentare un piano strategico completo ed organico”.

E’ in questa scacchiera che si potrebbe definire la controffensiva toscana. Una compagine composta dalle cooperative del latte (Cooperlatte, Granducato e Atpz) e Sici srg, la società di gestione del risparmio di viale Mazzini, a Firenze, il cui azionariato è per il 31% di Fidi Toscana, il 14% di Gepafin, il 15% ciascuno lo hanno Mps e Banca Cr Firenze, il 10% è di Cassa di Risparmio di San Miniato e altrettanto di Banca popolare di Vicenza, il 5% Banca Etruria. Da una parte gli allevatore, dall’altra Sici- che ha in Fiditoscana, controllata al 49,53% dalla Regione Toscana, l’azionista di peso- la spalla economica? La lettura non è confermata dagli allevatori, le stalle che conferiscono il latte nelle tre cooperative legate alla Mukki. Ma nemmeno smentita visto che Cooperlatte, Granducato e Atpz si incontreranno venerdì 27 febbraio: “C’era già stato un incontro con Fiditoscana. Ora incontreremo- apprende la ‘Dire’- direttamente il presidente di Sici, Daniele Taccetti”. Un “incontro formale”, concordato dopo la formalizzazione delle offerte, “per conoscerci meglio”.

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