Patrimonio pubblico: il Comune vende 61 immobili per 13 milioni

Critiche le opposizioni di sinistra: “E' una svendita”. Palazzo Vecchio: “Reinvestimenti nel sociale”

Via libera dal consiglio comunale, ieri pomeriggio, alla vendita di 61 immobili di proprietà comunale al fondo immobiliare Sviluppo Italia Comparto 8, gestito da Invimit Sgr Spa, società pubblica gestita dal Ministero dell’Economia, ad un prezzo di circa 13,5 milioni di euro.

Gli immobili in vendita si trovano in varie parti della città, tra cui via dei Pepi, via del Romito, via di Carraia, via dello Sprone, via di Soffiano, via Toselli, via Bolognese, via Gemignani, via Bandinelli, via Beata Umiliana, via Bolognese. Il provvedimento è stato fortemente sostenuto dall'amministrazione comunale e dal gruppo del Pd, con forti critiche invece dalle opposizioni di sinistra.

“E' una svendita di patrimonio pubblico. Gran parte di questi alloggi erano case popolari e invece il Comune le vende, a prezzi stracciati, come se non lo fossero”, attaccano Miriam Amato (Alternativa Libera) e Tommaso Grassi (Firenze riparte a sinistra), con quest'ultimo che ieri sulla questione ha presentato ben 50 emendamenti, tutti respinti dal Pd .

“Non è una svendita, i prezzi sono stati stimati da apposite commissioni tecniche. La maggioranza degli alloggi sono fuori dal centro storico e oltre una quarantina sono inutilizzati, anche da molti anni. Alcuni sono rimasti di proprietà comunale dopo che ben 41 aste pubbliche sono andate deserte”, aggiunge l'assessore al patrimonio non abitativo Federico Gianassi.

Sugli alloggi di via de Pepi pende un ricorso al Tar da parte di un inquilino. L'amministrazione comunale sostiene che anche questi non siano da considerare alloggi Erp, di Edilizia residenziale pubblica. “La casa mi fu assegnata come alloggio popolare, lo provano i documenti”, spiega invece l'inquilino che ha presentato ricorso contro i provvedimenti intrapresi dal Comune per traferire gli assegnatari.

“Abbiamo diviso i 61 immobili in due gruppi: 47 immobili vengono conferiti immediatamente e il 30%, che vale circa 3,4 milioni, viene pagato entro la fine dell’anno da Invimit. I 14 immobili di via de' Pepi saranno invece conferiti successivamente alla sentenza del Tar”, spiega infatti Gianassi. Sempre che il Tar dia ragione all’amministrazione comunale. “I 61 immobili - aggiunge l'assessore -, non hanno le caratteristiche per essere utilizzati dal Comune come Erp. Grazie a questa operazione otteniamo risorse da investire in edilizia sociale ed edilizia residenziale pubblica”.

Critiche invece da sinistra. “Una brutta pagina della politica, che vende alloggi al miglior offerente in un momento di emergenza abitativa”, commentano Grassi, Trombi e Verdi (Firenze riparte a sinistra). “La vendita dei 14 alloggi popolari di via dei Pepi è l'emblema dell'operazione, che espelle dal centro storico la residenza popolare e che vede in contrasto il centro del turista e della residenza di lusso con ogni funzione sociale e popolare”.

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“Una mole di alloggi venduta con un ribasso del 13%, di cui vedremo subito solo 3,4 milioni, mentre il resto - aggiunge Miriam Amato (Alternativa Libera) -, finirà in un fondo dove potrebbe restare 20 anni. Quindi il destino dei restanti 9 milioni di cui parla l'amministrazione è completamente incerto, ma intanto il patrimonio viene svenduto. Un esempio? I 12 alloggi di via Beata Umiliana, che la Regione aveva valutato 2,5 milioni, ora vengono venduti in blocco a 900mila euro”.

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