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Ucraina, l'appello della comunità fiorentina: “Non lasciateci soli, l'Occidente fermi Putin”

Preoccupazione, paura e pianti tra la comunità di ucraini che vivono a Firenze: “Se la risposta occidentale sarà blanda, la Russia non si fermerà”

“Se la risposta occidentale sarà blanda, la Russia non si fermerà”. Non ha dubbi Oxana Polataitchouk, rappresentante del consolato onorario di Ucraina a Firenze, al presidio organizzato in fretta e furia questo pomeriggio in piazza Signoria, dopo l'invasione russa della notte scorsa.

“Quello che è successo è gravissimo. L'occidente deve aiutarci, perché da soli non possiamo farcela. L'ipotetico ingresso dell'Ucraina nella Nato è solo un pretesto, la verità è che Putin vuole tutta l'Ucraina. Noi di una certa età, nati in Unione Sovietica, sappiamo che non si fermerà”, continua la rappresentante diplomatica.

Al presidio arriva anche il sindaco di Firenze Dario Nardella. “Alla Russia - dice -, dobbiamo togliere tutto, le sanzioni devono essere durissime”. Chissà se basteranno. Intanto tra gli oltre 2mila ucraini, soprattutto donne, che vivono nella provincia fiorentina girano i video whatsApp dei bombardamenti russi della notte appena trascorsa.

Alle 14:30 alla parrocchia ucraina di San Michele Arcangelo, nella chiesa dei Santi Simone e Giuda di via dei Lavatoi, a due passi da Santa Croce, padre Volodymyr (Vladimiro) organizza una funzione alla quale accorrono una ventina di persone, tutte donne, quasi tutte badanti.

“Stamani ho visto le notizie sul telefono, poi ho parlato con i miei figli che sono là, un maschio e una femmina. Mi dicono di non preoccuparmi per rassicurarmi, ma questo non è possibile, la situazione è drammatica”, racconta Lyuba, 53 anni, in Italia da 15 anni per badare ai nostri anziani.

L'appello: "Vi scongiuriamo di fermarvi"

“Dopo l'Ucraina Putin non arretrerà, anzi, prenderà altri Stati”, ammonisce la donna, chiamando anche lei l'Europa e il mondo occidentale ad una reazione più forte nei confronti della Russia.

“Noi vogliamo solo la pace, ma da solo il popolo ucraino non ha alcuna possibilità”, aggiunge la sorella della donna, Anna, 59 anni, anche lei badante. “Abbiamo tutta la famiglia là. Abbiamo sentito i parenti, per ora stanno bene ma ogni minuto può cambiare tutto”, sospirano, in lacrime, Olga e Anastasia.

La paura e la preoccupazione, come ovvio, sono fortissime.

“Il nostro appello è affinché la guerra si fermi, ma sappiamo che la Russia non si arresterà, serve un impegno forte della comunità internazionale. Ho amici e parenti in tante località ucraine, a Kharkiv, a Vinnytsia, a Odessa, a Kiev. Tutti raccontano di una situazione drammatica. Molti sono stati svegliati dalle bombe. Tanti fuggiranno, cosa succederà a queste persone?”, si chiede Yulya Muts, presidente dell'associazione 'Ucraina – Firenze Lilea Onlus', attiva nell'aiutare gli ucraini ad integrarsi a Firenze e in Italia. Già, i profughi, un'altra questione alla quale l'Europa dovrà cercare di rispondere.

"Il popolo ucraino vuole la pace. Sono le parole dell'amico sindaco di Kiev, Vitaliy Klychko che ho sentito in queste ore. Migliaia di civili vittime di un irresponsabile attacco militare russo. Quello che sta facendo Putin è contro ogni logica e principio di umanità", dice Nardella.

Alle 19 un altro presidio contro la guerra è previsto in piazza della Resistenza a Scandicci. Domani, venerdì, alle 15, ce ne sarà uno in piazza dei Ciompi a Firenze. Ne seguiranno senz'altro altri. E alle finestre iniziano a tornare le bandiere della pace, come nel 2003: quella volta furono gli Stati Uniti a decidere di invadere l'Iraq.

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