Trasporto pubblico, la Regione lo affida ai francesi: è bufera

La Regione anticipa il Consiglio di Stato: polemiche nella maggioranza, dei sindaci e dalle opposizioni. Rischio di nuovi ricorsi

La Regione Toscana ha assegnato la gestione per il trasporto pubblico locale ad Autolinee toscane Spa, azienda del gruppo francese Ratp. In mezzo alla disputa dei ricorsi, che aveva da tempo bloccato l'iter della gara dopo l'annullamento sancito dal Tar nel 2016, la Regione ha così deciso di rompere gli indugi. A convincere la giunta è stata una sentenza della della Corte di Giustizia Europea dello scorso 21 marzo, chiamata in causa da un parere chiesto dal Consiglio di Stato.

La gara vale circa 4 miliardi di euro. A ottobre, però, è fissata l'udienza del Consiglio di Stato sul contenzioso aperto. Con Mobit (l'altro soggetto in campo nella gara) che dopo la pubblicazione dell'assegnazione ha subito annunciato nuove azioni. Così quella che a molti è sembrata una forzatura della Regione, ha suscitato forti polemiche. E non solo fra le opposizioni.

Lo scontro riguarda lo stesso vertice della Regione, con la presa di posizione del presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani: "Il Consiglio regionale - ricorda il presidente - aveva approvato un atto di indirizzo, nel quale si era chiesto con trasparenza di attendere l’esito della sentenza del Consiglio di Stato. Un indirizzo, prosegue Giani, i cui effetti vengono vanificati da questo affidamento". Un intervento, quello di Giani, bollato dallo stesso Enrico Rossi come "inopportuno" e contenente "indebite pressioni".

Ma lo spaccatura, nella maggioranza, vede protagonisti anche i sindaci, guidati da quello di Prato Matteo Biffoni, che definisce la scelta della Regione come "assolutamente insensata" e "forzata". Biffoni ricorda la sentenza del Consiglio di Stato in programma ad ottobre e sottolinea che "sarebbe stato più naturale aspettarne l'esito". Per Biffoni la decisione "appare quasi uno sgarbo alla città di Prato che con Cap ha un'azienda del territorio efficace".

Posizione che suscita una nuova replica di Rossi: "Prima i Comuni ci hanno chiesto di fare la gara e di metterci i soldi (dalla Regione circa 75 milioni all'anno), commenta ancora il presidente, poi, siccome le loro aziende rischiano di aver perso ci chiedono di star fermi e di non procedere come da contratto già stipulato. Capiamo che ci sono le elezioni, conclude il presidente, ma a tutto c'è un limite". 

Dure le opposizioni. Per il senatore di Forza Italia Massimo Mallegni ancora una volta Enrico Rossi è stato protagonista di "una scelta unilaterale che pregiudica le imprese italiane, il consorzio del trasporto toscano ed il futuro del trasporto regionale".

Per il deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli, con l'assegnazione ai francesi la "sinistra è allergica all'interesse italiano". Per il parlamentare, che ha presentato un'interrogazione al governo, "Ratp viola la concorrenza", perché è un "soggetto pubblico di proprietà del governo francese che non paga imposte né è soggetto a Iva". 

Pienamente soddisfatto, invece, il Movimento 5 Stelle: "I trasporti pubblici locali della nostra regione attendono adesso un piano di rilancio - spiega il songiliere regionale Giacomo Giannarelli - che può essere messo in piedi soltanto sulle basi di una programmazione a lungo termine".

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