Domenica, 21 Luglio 2024
Il fronte del no

Toscana, campo largo contro l’autonomia differenziata

Giani: “Amplifica le disuguaglianze”. M5S: “Raccoglieremo le firme per il referendum”. Renzi: “Una follia istituzionale”

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Partito Democratico e Cinque Stelle a fianco anche in Toscana contro l’autonomia differenziata approvata dal Parlamento dopo una maratona notturna alla Camera. Con un alleato ormai inedito: Matteo Renzi. Il presidente della Regione Eugenio Giani parla di “testo sbagliato”, Irene Galletti capogruppo M5S al Palazzo del Pegaso annuncia che il Movimento raccoglierà le firme per il referendum, per il leader di Italia viva è una follia istituzionale. E anche l’Ordine dei medici di Firenze lancia l’allarme, “a rischio le cure per milioni di persone”.

A commentare il via libera del Parlamento è anzitutto il presidente della Toscana, oggi a margine di una conferenza stampa: “Il testo di Calderoli è veramente sbagliato, amplifica le diversità, i divari che ci sono tra le Regioni. Io sono per un’autonomia equa e solidale, questo testo lo avverso nel modo più deciso perché porta ad aumentare le diseguaglianze tra le Regioni”, le dichiarazioni rilasciate alle agenzie. “Sono convinto che dobbiamo fare una riflessione più generale sul concetto di autonomia attuata da questo Governo”, perché, sottolinea, si tratta in realtà “di scelte accentratrici. L'apoteosi dell'autonomia è fatta di parole, mentre sul piano dei comportamenti il Governo si muove all'opposto: penso al ruolo delle prefetture anziché delle Regioni per il Pnrr; così sulle liste d'attesa, il Governo vuole scavalcare le Regioni con l’intervento diretto del ministro o di Agenas. Da un lato si fanno i discorsi poi nei fatti si sottrae autonomia agli enti locali”. E conclude annunciando che si coordinerà con le Regioni contrarie al testo, incluse quelle di centrodestra, “sulle misure da assumere”.

A dar man forte Antonio Mazzeo, presidente del consiglio regionale: “Useremo ogni mezzo possibile per opporci a questo disegno della destra. Non solo raccoglieremo le firme dei cittadini, ma chiederò agli altri quattro colleghi presidenti dei consigli regionali a maggioranza centrosinistra di promuovere insieme, secondo quanto previsto dall'articolo 75 della Costituzione, la richiesta immediata di referendum abrogativo della legge. Non resteremo a guardare la destra che distrugge un pezzo della storia del nostro Paese”.

Va giù duro contro il ministro leghista Roberto Calderoli Irene Galletti, presidente del M5S in Toscana: “Il padre del Porcellum consegna alla storia un altro testo all'altezza delle aspettative”, il velenoso commento. “Col favore delle tenebre, la maggioranza ha approvato un testo che amplifica il divario tra le Regioni e che causerà danni irreparabili al servizio sanitario nazionale, all’istruzione, all'ambiente e ai nostri diritti di cittadini”.  Galletti assicura che i pentastellati allargheranno il confronto politico dalle istituzioni alle piazze: “Parteciperemo al referendum contro l'autonomia e raccoglieremo tutte le firme necessarie per difendere il futuro di milioni di cittadine e cittadini che meritano di vivere in un Paese progressista e proiettato nel futuro”.

Contrario anche Matteo Renzi che definisce la legge una “follia istituzionale”, con un post su Facebook. “Chiederò alle oltre duecentomila persone che hanno messo il mio nome sulla scheda elettorale di firmare il referendum abrogativo contro l’autonomia differenziata. È un provvedimento che non serve al nord e che fa male al sud”.

Sinistra civica ecologista in una nota invita la Regione a impugnare la legge davanti alla Corte costituzionale e ad esprimersi a favore della raccolta di firme per il referendum abrogativo della legge.

E anche l’Ordine dei medici di Firenze, con il presidente Pietro Dattolo esprime forte preoccupazione, con riferimento alla sanità: “La nostra Costituzione prevede il diritto alla salute per ogni cittadino, che deve poter essere curato e tutelato al pari degli altri. Con questa scelta si mette in discussione un principio di democrazia - il commento -  Rischiamo di andare verso una divisione ancora più accentuata tra le Regioni ricche e chi invece già fatica ad offrire un'assistenza puntuale e continua. Oggi troppi italiani rinunciano alle cure, circa 4,5 milioni di persone. Il nostro sistema pubblico ha bisogno di maggiori risorse, non di creare divisioni e privilegi. Verranno curati i ricchi e abbandonati i poveri”.

A difesa del provvedimento, il coordinatore regionale di FdI, il deputato Fabrizio Rossi che replica a Giani: “Ha scelto di parlare seguendo il metodo, tutto di sinistra, dell’essere contrario a priori, senza aver ben chiaro, evidentemente, il testo del ddl stesso. Ricordiamo a Eugenio Giani, che forse non lo ricorda, che il disegno di legge approvato alla Camera rappresenta l’attuazione di una norma costituzionale, articolo 116, terzo comma della Costituzione, inserita nella riforma del titolo V voluta dalla sinistra nel 2001. Se il testo venisse letto correttamente e non in modo pregiudiziale, Giani probabilmente non griderebbe all’amplificazione delle diversità tra regioni”.

Per Rossi “l’autonomia differenziata comporterà non solo una possibilità in più, grazie all’individuazione di quali siano i livelli essenziali di prestazioni da erogare per le singole materie, elemento che consentirà di garantire una perequazione, secondo principi di sussidiarietà e solidarietà, senza lasciare un passo indietro alcune regioni, ma sarà una vera e propria occasione di ripartenza. I denari pubblici, ad esempio per la sanità, e giova sottolinearlo proprio al governatore Giani - la stoccata finale - dovranno essere investiti con criterio, per evitare disastri nei bilanci”.

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