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La corsa per Bruxelles

Fratelli d’Italia al gran completo per Torselli: “Pronti a scrivere una pagina di storia”

“Possiamo sognare di avere in Europa il primo rappresentante della destra politica toscana”

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“Possiamo sognare di avere il primo rappresentante di destra politica toscana in Europa”. Obiettivo Bruxelles per Francesco Torselli: l’attuale capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale aveva annunciato da mesi la corsa per le Europee e ieri ha presentato la propria candidatura al piazzale Michelangelo davanti a colleghi di partito con cui ha condiviso decenni di militanza. 

“Questa è una storia bellissima che merita di essere raccontata, un’intera generazione che ha iniziato a sognare di poter cambiare al massimo il proprio rione, e che oggi esprime sindaci, presidenti di Regione, parlamentari, il presidente del Consiglio e oggi può anche sognare di avere il primo rappresentante della destra politica toscana in Europa. Ti senti una grande responsabilità, ma è una sfida troppo bella per non essere accettata”, le parole di Torselli.

“In Europa più buonsenso e meno ideologia”

“Ho a cuore la Toscana, che, vuoi per la legge elettorale vuoi per la frammentazione dei partiti, rischia di avere rappresentanza minuscola, al massimo quattro parlamentari su 750. Quindi averne uno che rappresenta la comunità politica che si riconosce nei valori della destra e dell'attuale governo Meloni significherebbe dare una rappresentanza, seppur piccola, alla maggioranza del Paese”, l’auspicio di Torselli che “promette” di portare in Europa più buonsenso e meno ideologia. “L’Unione Europea ha tra i suoi valori fondativi la tutela degli interessi produttivi ed economici dei Paesi membri. Mi chiedo se in questi 15 anni le politiche fatte siano state a tutela del comparto economico italiano, spagnolo, francese o di quello cinese”.

A sostenere Torselli il partito di Giorgia Meloni era praticamente al gran completo: dagli onorevoli Giovanni Donzelli e Chiara La Porta al sindaco di Pistoia (e nome più caldo per la Regione per il prossimo anno) Alessandro Tomasi. Oltre a tutti i colleghi del capogruppo di Fdi a Palazzo del Pegaso, Elisa Tozzi, Alessandro Capecchi, Vittorio Fantozzi, Diego Petrucci e Gabriele Veneri ed ai consiglieri a Palazzo Vecchio Jacopo Cellai e Alessandro Draghi. In più i “civici”, il sindaco di Lucca Mario Pardini ed Eike Schmidt. “A differenza di altri, qua tutto il partito è schierato come un solo uomo per Torselli”, ha assicurato il plenipotenziario toscano Donzelli.

“Con Schmidt e Tomasi altre due pagine di storia”

Ma l’appuntamento elettorale è stata l’occasione per fare il punto su altre due scadenze, una più vicina (Palazzo Vecchio) e una per il 2025 (la Regione Toscana).  Schimidt, ha detto Torselli “è un personaggio strano, sopra le righe, ma a suo modo empatico, sta veramente scrivendo una pagina importante di storia. Ho grande fiducia in lui. L’ho invitato per questo, per ascoltarlo, salutarlo e fargli un in bocca al lupo per la campagna elettorale”. Per quanto riguarda Palazzo Strozzi Sacrati, “sarebbe un’altra di quelle pagine di storia di cui parlavo prima se Alessandro riuscisse a vincere la Regione Toscana. Tomasi o non Tomasi comunque, e parla uno degli sponsor di Alessandro, le elezioni europee e le amministrative rappresentano un viatico necessario verso il 2025”. Però del post Giani, ha aggiunto, se ne parlerà dall’11 giugno.

Donzelli: “A Firenze un po’ di opposizione farà bene al Pd”

Sulla stessa lunghezza d’onda Giovanni Donzelli: “Stiamo insistendo con il sindaco di Pistoia, Tomasi per candidarsi alla Regione nel 2025, prima o poi ce la faremo e gli faremo capire la necessità di impegnarsi. Ha scoperto oggi che esiste anche Firenze che oltre ai vivai di Pistoia esiste qualcos’altro - ha aggiunto - In realtà conosce molto bene la Toscana ed è già un riferimento per i nostri amministratori, perché il buongoverno del centrodestra è contagioso”. E il prossimo passo è ovviamente Firenze: “L’aria che respiro non l’ho mai vista nella storia di questa città. È un dato di fatto, ci proveremo fino in fondo non solo per noi e per i fiorentini, ma per generosità: perché al Pd serve il principio dell'alternanza per capire che non sono eterni. Vinceremo per Firenze, non solo per i fiorentini e per il centrodestra, ma per fare un regalo al Pd che ha bisogno di un po' di sana opposizione e noi gli faremo questo favore”.

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