Giovedì, 16 Settembre 2021
Politica

Pd, bagarre tessere. Ma il segretario: "Mai stati così uniti"

Bambagioni ha parlato di "truffe". Parrini ha definito le accuse "false e in malafede" e nega ogni crisi interna

Dario Parrini e Antonio Mazzeo

Continua la disputa sul tesseramento dei circoli del Partito democratico in vista dei congressi. Ieri il consigliere regionale Paolo Bambagioni ha denunciato irregolarità in alcuni comuni toscani: le correnti più renziane - accusa Bambagioni - avrebbero presentato pacchetti di tessere fuori dalla data limite (il 25 settembre) entro cui iscriversi al partito per poter partecipare ai congressi, a Signa addirittura sarebbe stata fatta una selezione (sempre in salsa renziana) dei nuovi tesserati.

Sarebbero circa 500 le tessere contestate: 300 a Piombino, 150 a Signa e le restanti a Massa Carrara. Bambagioni, che alle ultime primarie ha sostenuto il presidente della Puglia Michele Emiliano, ha lanciato accuse pesanti al proprio partito, parlando di una vera e propria "truffa", di un Pd come "partito antidemocratico e poco trasparente".

Il segretario regionale Dario Parrini parla tuttavia di un Pd "mai così unito" in Toscana, e respinge le accuse al mittente non andando per il sottile. "Quelle di Bambagioni sono accuse false, ridicole, infondate, in malafede", la replica questa mattina in conferenza stampa da parte di Parrini, assieme al suo vice Antonio Mazzeo.

"Su 207 comuni dove andiamo a congresso in 191 abbiamo una candidatura unitaria, così anche in 9 sezioni regionali su 11 (a Piombino invece i candidati sono 2, a Siena, dove nemmeno Parrini può nascondere le difficoltà, i candidati sono addirittura 4, ndr). I dati dicono che le minoranze si sono sentite rappresentate, non mi pare si possa parlare di un Pd lacerato", spiega Parrini, che aggiunge: "Forse agli autori del teorema secondo cui il Pd in Toscana sarebbe diviso fa rabbia vedere che non è così". E chi sarebbero gli autori di questo teorema? Parrini non risponde, ma è chiaro che nel mirino c'è Bambagioni.

A giudicare dalle stilettate reciproche, non sembra proprio che nel partito sia tutto rose e fiori, ma il segretario regionale (uscente, al suo posto potrebbe subentrare a inizio 2018 la renzianissima Monia Monni) è una sfinge e ripete: "Ma stati così uniti in Regione, posso dire di lasciare l'incarico con soddisfazione".

Lunedì si riuniranno le commissioni di garanzia del partito per vagliare i casi contestati, "e se risulteranno irregolarità ci saranno sanzioni, ma in caso contrario bisogna rispettare le pronunce", chiariscono Parrini e Mazzeo. Poi qualche conto dovrà esser fatto perché "va bene dividersi nei congressi, ma farlo in vista delle elezioni sarebbe imperdonabile".

Una risposta alle accuse di Bambagioni arriva anche dal Pd di Borgo San Lorenzo, dove sono state presentate tessere dopo il 25 settembre. "A differenza di Signa - dice il segretario di circolo - noi non abbiamo presentato nessuna denuncia. E' tutto regolare. Tra pochi giorni ci accingeremo a svolgere il nostro congresso, sarà una discussione serena e nel merito".

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