Martedì, 26 Ottobre 2021
Politica

La Provincia presenta il bilancio 2014-2016: "A Firenze tasse più basse d'Italia"

Il presidente Barducci: "Un atto che può apparire assurdo nel momento in cui tutti parlano della chiusura delle Province. In realtà la legge vigente ci impone la predisposizione del Bilancio". Critico sulla riforma Delrio: "Demagogia imperante"

Il dibattito sulle province è sempre denso. Da una parte il disegno di legge “svuota province”, firmato dal ministro per gli Affari regionali Graziano Delrio (enti di secondo livello, non più elettivi, e aree metropolitane); dall’altra c’è chi dice che questa nuova impostazione sia una finta riforma, una riorganizzazione farraginosa, caotica e dannosa.

Così, mentre a livello nazionale impera il caos normativo, la Provincia di Firenze approva il bilancio di previsione per i prossimi 3 anni. “Un atto che può apparire assurdo nel momento in cui in Italia tutti parlano della chiusura delle Province –  spiega il presidente Andrea Barducci  - in realtà la legge vigente ci impone la predisposizione del Bilancio 2014/2016. Anzi, il bilancio triennale delle Province diventa uno strumento prezioso perché costituisce la base contabile per l’eventuale successione di altri enti, come le Città metropolitane o le Province di nuovo tipo”.

BARDUCCI – “Da un punto di vista legislativo la situazione è ancora complessa –  fa notare Barducci - La legge di stabilità approvata dal Governo ha istituito il commissariamento delle Province. Si tratta di un provvedimento che scadrà a giugno, ma è evidente che si è trattato di un escamotage deciso dal ministro Delrio al solo scopo di impedire l’avvio delle procedure elettorali per il rinnovo delle amministrazioni provinciali. Però lo stratagemma sul commissariamento rischia di non bastare, perché al momento la cosiddetta legge ‘Svuota Province’, che dovrebbe completare il quadro normativo, è ancora in attesa di approvazione da parte del Parlamento. Non oso immaginare cosa potrebbe succedere qualora, per un motivo qualsiasi compreso l’eventuale apertura di una crisi di governo, la legge sulle Province non venisse approvata in tempo. Purtroppo siamo in questa situazione dettata dalla demagogia imperante: anche il governo Letta, come aveva già fatto Monti, ha optato per l’ennesimo azzardo legislativo sulle Province, invece di seguire un percorso lineare di modifica costituzionale”.

In questo quadro di assoluta incertezza normativa e finanziaria la Provincia di Firenze ha così predisposto il piano dei conti per gli anni 2014, 2015 e 2016. Entrare e uscite per importi annuali di circa 200 milioni. “Abbiamo programmato un bilancio triennale ispirato all’essenzialità – chiarisce l’assessore al Bilancio, Tiziano Lepri – eliminando cioè tutte quelle voci di spesa che non riguardano i servizi prioritari che la Provincia deve garantire, ovvero: sicurezza del territorio, lavoro, mobilità, ambiente ed  edilizia scolastica. Praticamente abbiamo azzerato i finanziamenti per sport, cultura, turismo etc. Mentre per l’agricoltura, caccia e pesca abbiamo previsto solo le risorse necessarie per mantenere i servizi amministrativi”.

La Provincia di Firenze è riuscita a far quadrare i conti grazie anche al forte calo del numero dei dipendenti (843, il 13% in meno rispetto al 2009): in 5 anni la spesa per il personale si è ridotta da 41 a 35 milioni. Crolla anche la rata annuale pagata dalla Provincia per i mutui: nel 2014 si fermerà a 7 milioni, contro i 16 milioni e mezzo che venivano pagati nel 2009.

Infine le tasse: la Provincia di Firenze è riuscita a ridurre la pressione fiscale media. “Di fatto – sottolinea Lepri – la nostra pressione fiscale è la più bassa in Italia (105,4% contro una media nazionale di 133,17%), escluse ovviamente le province autonome di Trento e Bolzano. Per quanto riguarda l’assicurazione auto nel 2014 avremo una diminuzione di mezzo punto, quindi ci si ferma al 10,50%  mentre la media nazionale è del 15,72. Anche per il tributo ambientale siamo di fronte ad una riduzione dal 5 al 4 % inerente la quota parte della Tares che riguarda il trattamento dei rifiuti. Percentuale che scende al 3% per i Comuni che nel 2012 hanno superato il 45% di raccolta differenziata. Resta ferma anche l’imposta di trascrizione sull’auto con una tariffa base di 3 euro al kw per chi lavora nel campo dei trasporti, autonoleggi e per i tassisti”.

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