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Staino alla Leopolda: “Tra Berlusconi e Di Maio anche io sceglierei il primo”

Questa mattina è alla kermesse di Matteo Renzi

“Sono stato alla prima Leopolda e anche lo scorso anno. Cercherò di passare velocemente in mattinata”. Ha confermato la sua presenza alla kermesse anche Sergio Staino, Il vignettista ex (o post) comunista che da più di 40 anni pubblica le sue strisce su l’Unità, l’Espresso e Repubblica.

Mentre è intento a progettare una vignetta che raffigura l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi, racconta la sua riguardo a quanto espresso dal fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari pochi giorni fa. Scalfari in un programma televisivo ha detto che tra Berlusconi e Di Maio preferirebbe votare il primo, nel caso in cui non ci fossero altre scelte. E’ dello stesso avviso anche il 77enne vignettista fiorentino.

“Non si tratta di scegliere tra Berlusconi o Di Maio. La situazione è diversa - spiega Staino -. Preferireste un governo di soli grillini o un governo Renzi-Berlusconi? Sono queste le ipotesi di cui parlava Scalfari. Anche io sceglierei la seconda opzione: ci sarebbe comunque la presenza del centrosinistra che tempererebbe gli aspetti anticostituzionali del fondatore di Forza Italia. Estremizzando direi che voterei Berlusconi. Tra i tre pericoli che abbiamo (cioè Grillo, Salvini e l’ex premier), Berlusconi è quello più affrontabile”.

Oggi, a parere di Staino, il pericolo principale per il nostro Paese è rappresentato dai pentastallati e  la Lega Nord. “Sono creatori di cattiveria - dice - personaggi negativi e  distruttori della solidarietà. Sembrano i primi fascisti del 1919 che avevano parole d’ordine populiste”. Ma attenzione. Per Staino Berlusconi rimane una brutta parentesi (ancora aperta) della storia politica italiana. “I valori della sinistra - spiega il vignettista – hanno iniziato a venir meno prima con Craxi negli anni Ottanta e poi con Berlusconi poco dopo. Da allora prevale il bisogno di primeggiare, c’è una incultura diffusa”. Il babbo di Bobo imputa anche alla frammentazione del centrosinistra la crisi di questa parte politica.

“Quando uno come Bersani se ne va dal partito attaccando il segretario che è stato eletto con tutti i crismi - racconta - allontana le persone. Non può pensare di riuscire a risollevare la sinistra richiamando un paio di compagni”. E’ chiaramente dispiaciuto per la fuoriuscita di Bersani (“è sempre stata una persona onesta”), un po’ meno per quella di Speranza e soprattutto D’Alema.

Per quanto riguarda Matteo Renzi non ha dubbi. “E’ un vero politico nonostante abbia alle spalle una storia molto diversa dalla mia - dice Staino -. Quando l’ho conosciuto per la prima volta capii che si differenziava dagli altri perché aveva un suo metodo: riusciva a essere chiaro come solo i politici di un tempo erano in grado di fare. Per questo continuo a sostenerlo".

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