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Lunedì, 6 Febbraio 2023
Politica

Moschea, destra divisa. Fdi contro la Lega: “Rinvio dello sfratto ci sta, non fate il presidio. Sì al luogo di culto”

A tre giorni dalla data fissata sul calendario, prende sempre corpo l'ipotesi del rinvio. Il Carroccio: “E' giorno di preghiera? Rinviatela”

Destra divisa sullo sfratto della moschea di Borgo Allegri. L'appuntamento con l'ufficiale giudiziario è fissato il 16 dicembre, tra tre giorni. Non una data qualunque. Siamo ad una settimana da Natale e venerdì, come noto, per i fedeli musulmani è giorno di preghiera. Nel fondo adibito da quasi venti anni a luogo di culto accorreranno sicuramente, come consueto, migliaia di persone, divise su più turni per la ristrettezza dello spazio.

“Non mettiamo in discussione la libertà di culto, che non va confusa con la legalità”, ribadisce però il segretario cittadino della Lega, Federico Bussolin. “Che problema c'è con il venerdì? L'imam eviti di convocare la preghiera. E' da un anno e mezzo che la proprietà (la società Finvi di Prato, ndr) aspetta di poter riavere lo spazio, tutta questa sensibilità verso una famiglia nelle stesse condizioni non l'ho mai vista”, insiste il capitano fiorentino del Carroccio.

“Sotto Natale non si sfratta nemmeno un negozio di scarpe”, ammette però Alessandro Draghi, capogruppo di Fratelli d'Italia a Palazzo Vecchio, decisamente possibilità sul rinvio dello sfratto, che appare l'ipotesi più accreditata. Domani, mercoledì, ci sarà una nuova riunione del Cosp, il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, e sicuramente sarà questo il tema caldo al centro dell'incontro.

“Ho parlato con Federico (Bussolin, ndr) e gli ho detto che il presidio io non lo farei”, prosegue Draghi. La Lega invece lo conferma, per venerdì alle 11, all'incrocio tra piazza Beccaria. Per chiedere che lo sfratto sia eseguito. “Perché le regole vanno rispettate e comunità islamica e Comune hanno avuto 18 mesi di tempo per trovare un'alternativa”, insistono i salviniani.

In realtà la posizione non è monolitica dentro Fratelli d'Italia, tutt'altro. Se Draghi è possibilista sul rinvio, lo è molto meno l'altro consigliere comunale e collega di partito, Jacopo Cellai, più vicino su questo tema alle posizioni leghiste. Così come, a quanto pare, la gran parte dell'elettorato meloniano.

Draghi del resto è in buoni rapporti con l'imam Izzedin Elzir. Si sono visti per un caffè in centro anche domenica mattina. Un incontro più che cordiale, con l'esponente di Fdi che conferma il suo 'sì', “senza alcun problema”, ad una moschea in media periferia, “anche con un minareto, perché no. Sbucano antenne obbrobriose di 8 metri in area Unesco, non ci vedo nulla di male ad un minareto di simili proporzioni. Ovviamente, non in pieno centro”.

Parole che fanno storcere il naso a Bussolin, che se non arriva a dire un esplicito “no” ad un luogo di culto islamico, certo l'ipotesi “non mi fa fare salti di gioia”, ammette.

Elzir, l'imam, resta con la bocca quasi cucita. Non fa mistero di aver visto, nelle ultime settimane, decine di posti, ma ancora un'ipotesi percorribile su dove costruire la nuova moschea non c'è. E' sfumato di un soffio, a quanto pare, un capannone di 1.300 metri quadri in via Mariti, non lontano da piazza Dalmazia, che sarebbe stato l'ideale per la posizione e per un parcheggio antistante già presente. Ma alla fine è stato venduto ad altri.

“Strumentalizzare un tema così complesso per meri interessi di parte è grave”, manda nuovamente a dire il sindaco Dario Nardella, a margine di un evento di questa mattina, con chiaro riferimento ai leghisti. Il primo cittadino ribadisce che “è in gioco il diritto alla libertà religiosa”, garantita dalla Costituzione.

“Non è compito del sindaco trovare il luogo di preghiera ma siamo in campo per supportare la comunità musulmana a trovare una soluzione temporanea o definitiva. Nemmeno sullo sfratto decide il sindaco, ma un situazione così delicata non può non essere al centro dell'attenzione degli ufficiali giudiziari incaricati di eseguire lo sfratto e della proprietà. Mi auguro senso di responsabilità da parte di tutti, attenzione - ribadisce Nardella -, a non soffiare sul fuoco”. Venerdì mette pioggia forte, forse contribuirà a spegnerlo.

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