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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Politica Sesto Fiorentino

Sesto: tutti i perché della debacle Pd. E l'inceneritore trema

Gli errori della Biagiotti all'origine della vittoria di Falchi. Ecco gli scenari

Il caso di Sesto Fiorentino racconta da solo tutta la debacle del Partito democratico, sconfitto in tutta Italia ma in modo più clamoroso nella "rossa Toscana". Ma contiene in sé la battaglia nella battaglia, quella sulla realizzazione dell'inceneritore. L'origine della sconfitta porta chiaramente il nome di Sara Biagiotti: si presentava come una delle tre "wonder women" renziane, fra le prime a salire sul carro - pardon, sul camper - di Renzi nella scalata alla guida del Pd. Nella sostanza si è rivelata la bruttissima copia del premier: da lui ha preso solo il decisionismo, non certo le abilità politiche che l'avrebbero dovuta portare a dialogare con la minoranza dem del partito, quella che a "Sestograd" non poteva che rimanere maggioritaria.

Il risultato di Sesto ha anche il sapore della vendetta che si sta gustando l'ex sindaco Gianni Gianassi. L'uomo della vecchia guardia era stato quasi deriso dalla nuova classe dirigente sestese. I renziani hanno dovuto fare (inaspettatamente per loro) i conti con i battaglieri consiglieri Pd, guidati dai giovani super-rampanti Giulio Mariani e Diana Kapo. Uno scontro frutto di una linea dura fine a sé stessa, che ha portato al commissariamento prima e alla battaglia fratricida poi. Il Pd ha provato a rimediare eliminando dal campo Sara Biagiotti, tolta dai riflettori grazie ad un incarico affidatole da Renzi a Palazzo Chigi. Lorenzo Zambini, il trait d'union individuato, si è rivelato però troppo debole. Nel frattempo i dissidenti del Pd, espulsi dopo la sfiducia alla Biagiotti, si sono riorganizzati nella nuova Sinistra italiana ed hanno trovato il loro candidato sindaco: Lorenzo Falchi, una storia in Sel, un giovane ma con tanta esperienza. E pensare che la sinistra alternativa al Pd si è persino potuta permettere di dividersi in due, esprimendo anche la candidatura di Maurizio Quercioli.

Ora Falchi governerà la città con una maggioranza notevole, considerando che fra le opposizioni ci saranno anche forze (Quercioli e i 5 Stelle) che condividono con lui le battaglie su cui ha improntato la sua campagna elettorale: aeroporto e inceneritore. La vittoria di Falchi, per molti, segnerà lo stop all'inceneritore di Case Passerini. Sarà certamente la battaglia delle battaglie, ma fermare l'opera, già avanti nell'iter di realizzazione, non sarà certo facile. Ed avrà avversari agguerriti: il Comune di Firenze, la Regione Toscana, Quadrifoglio su tutti. Visto il diluvio di voti presi, anche e soprattutto su questa posizione, è però giusto che Falchi ci provi. Intanto, da rappresentante del Comune, si accoderà al ricorso già presentato dai comitati. Il resto è un libro da scrivere, ma di sicuro ne vedremo delle belle. 

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