Progetto 'gender' alle elementari, scoppia la polemica. Destra: "Indottrinamento, giù le mani dai bambini". Sinistra: "Educazione alla diversità rende liberi"

I personaggi maschili delle fiabe interpretati da bambine e viceversa: sul laboratorio alla scuola Marconi, contestato da alcuni genitori, si accende il dibattito

Scoppia la bufera politica su un 'laboratorio gender' proposto agli alunni delle elementari e delle medie dell'istituto scolastico Marconi di via Mayer, in cui vengono fatti recitare ruoli fiabeschi maschili alle femmine e viceversa.

All'attacco del progetto, promosso presso l'assessorato all'istruzione dalla onlus Ireos-centro servizi autogestito comunità queer, il centrodestra che parla di "indottrinamento gender". Mentre il centrosinistra difende l'iniziativa "contro gli stereotipi di genere".

Lega: "Grave non siano stati informati i genitori, progetto da sospendere"

"Abbiamo appreso - afferma Andrea Asciuti, consigliere comunale della Lega - che nella scuola primaria Marconi è stato proposto un laboratorio per contrastare la formazione di stereotipi di genere utilizzando fiabe e cartoni animati, per non parlare di una maestra che durante le lezioni d'inglese ha fatto recitare ai bambini i ruoli delle femmine e alle bambine quelli dei maschi, senza chiedere il consenso scritto ai genitori".

"Questi corsi prospettati per superare le discriminazioni sono dei veri e propri tentativi di indottrinamento della teoria 'gender-queer' - aggiunge Asciuti - Come consigliere comunale ho chiesto all'assessore Sara Funaro la sospensione immediata di tale laboratorio."

Duro il capogruppo del Carroccio in consiglio comunale Federico Bussolin: "una vergogna perpetrata ai danni dei bambini - tuona - posso comprendere le posizioni politiche ma schiavizzare ad esse i bambini è intollerabile. Chiederemo in Consiglio di interrompere immediatamente i rapporti con l’associazione Ireos. La scuola non è un gioco e ridurla a laboratorio culturale del Pd è schifoso, giù le mani dai bambini!”.

"Quanto proposto alla scuola primaria Marconi - chiosa infine la consigliera regionale della Lega Elisa Tozzi - travalica, a mio avviso, ogni normale scopo didattico, generando solo grande e immotivata confusione fra i giovanissimi allievi. Ancora più inaccettabile è il fatto che di questa improvvida iniziativa pare non siano stati neanche informati i genitori. Mi auguro dunque che l'amministrazione comunale abbia il buonsenso d'interrompere questa sorta di esperimento, totalmente fuori luogo, che stigmatizziamo apertamente."

Sinistra Italiana:  "Incoraggiare scambio di responsabilità tra maschi e femmine"

Sul fronte opposto, Sinistra Italiana Firenze esprime invece la sua "vicinanza alla scuola Marconi e all’Associazione Ireos, attaccati in modo indegno ed insopportabile, per il progetto educativo contro gli stereotipi di genere realizzato nell’ambito delle Chiavi della Città del Comune di Firenze".

"Dietro l’aggressività e i toni allarmistici - sostiene SI - non c’è la minima attenzione verso i destinatari del progetto. Si vuole ideologizzare un tema per imporre una crociata morale e un unico modello di relazione tra i generi. L’uguaglianza tra uomini e donne ed una società inclusiva di tutte le diversità, si realizzano concretamente attraverso interventi che incoraggiano lo scambio di responsabilità tra maschi e femmine, decostruendo la rigidità che la società impone ai generi".

“Le donne e gli uomini, le ragazze e i ragazzi, in tutta la loro diversità, dovrebbero essere liberi di esprimere le loro idee e le loro emozioni e di perseguire le loro scelte, senza sentirsi vincolati da ruoli di genere stereotipati”, conclude Sinistra Italiana.

Sinistra Progetto Comune: "Dalla parte di chi lotta contro gli stereotipi"

"Il nostro gruppo consiliare – spiegano poi Antonella Bundu e Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune – ha le sue perplessità sull’impianto del percorso Chiavi della Città, quando dentro le scuole finiscono realtà private come Eataly, ma non è questo che è oggetto delle polemiche di questi giorni, in cui invece viene attaccata Ireos per un presunto complotto ai danni dell'eterosessualità che porterebbe avanti tra le nuove generazioni".

"Le destre e alcune famiglie si sono volute scagliare contro un progetto che mette in discussione gli stereotipi - afferamno Bundu e Palagi -. Si è finiti per vedere un’insegnante minacciata, perché starebbe attaccando una qualche presunta identità. Che ci sia un disegno globale di omologazione può anche essere vero: è quello del capitalismo, a monte anche dello stesso patriarcato tanto caro ai difensori dell’eteronormatività, che riduce tutto a merce. Alle destre basta che nel libero mercato si possa difendere una presunta identità italica e cattolica, schiacciando le diversità tra persona e persona. Si scaldano per questo. Noi invece confermiamo di essere dalla parte di chi lotta contro gli stereotipi".

Fratelli d'Italia: "Progetto inappropriato, tutelare bambini"

"Non trovo appropriato un progetto del genere per la scuola primaria, come ritengo indispensabile che durante lo svolgimento della lezione ci sia uno psicologo ed un genitore testimone per ogni classe" - afferma invece il capogruppo di Fratelli d'Italia, Alessandro Draghi.

"E all'assessore Funaro che ritiene esserci 'ancora bisogno di progetti di questo tipo', dico che c'è ancora bisogno di tutelare bambini e genitori che prediligono la famiglia tradizionale" aggiunge Draghi.

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