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Mercoledì, 28 Settembre 2022
Politica

Salvini a Firenze: “Caro bollette? Subito 30 miliardi a debito per aiuti, non capisco Meloni che tentenna”

Il leader del Carroccio parla al Palacongressi ad un incontro sulla scuola: “Tutelare quelle paritarie e investire sugli insegnanti di religione”

“Servono soldi per aiutare gli italiani a pagare le bollette, subito. Vado d'amore e d'accordo con Silvio (Berlusconi, ndr) e Giorgia (Meloni, ndr). Vinceremo le elezioni e governeremo per cinque anni. Non capisco, però, perché su questo l'amica Giorgia tentenna. Se non si mettono 30 miliardi a debito sul tavolo oggi, rischiamo di metterne il triplo tra sei mesi per pagare un milione di disoccupati e cassa integrati”.

Così nel tardo pomeriggio di oggi Matteo Salvini, intervenendo a Firenze ad un incontro sulla scuola, nel giorno della prima campanella in molte regioni d'Italia, organizzato al Palacongressi di piazza Adua.

“A chi dice che non si può mettere denaro a debito oggi perché poi lo pagheranno i nostri figli, dico che o si mettono 30 miliardi sul tavolo adesso, a debito, oppure i figli avranno la mamma e il papà disoccupati nell'arco di poche settimane. Chi dice di no a un intervento non conosce il nostro Paese”, prosegue il numero uno del Carroccio, sottolineando una delle differenze che sta in questi giorni dividendo gli alleati della coalizione di centrodestra. “L'emergenza nazionale per tutti gli italiani oggi è il caro bollette”.

Ad ascoltarlo, alcune centinaia di persone, molti addetti ai lavori e alcuni candidati alle prossime elezioni, a partire da Andrea Barabotti, compagno dell'europarlamentare Susanna Ceccardi e in corsa per la Camera. Mattatore dell'incontro e presentatore è invece Armano Siri, responsabile nazionale del programma della Lega, senatore uscente e ricandidato a Piacenza. Nella sala, lo slogan 'Credo', in campo azzurro, campeggia ovunque: striscioni, bandiere, gadget, cappellini, penne, volantini. E' perfino la password scelta per il wifi.

Quanto al tema principale dell'incontro, il leader della Lega elogia le scuole paritarie (“chi pensa se ne possa fare a meno è folle”), chiede maggiori finanziamenti pubblici per gli insegnanti di religione, elogia gli insegnanti: “Sono tra i più preparati ma tra i meno pagati al mondo, occorre rimettere al centro la loro valorizzazione”.

Poi, siamo a Firenze, chiede di “aumentare lo spazio e l'importanza dell'educazione al bello e all'arte, perché su questo possiamo costruire un pilastro importante del nostro Paese", prima di lisciare il pelo al sindaco Dario Nardella. “In mezzo a tanta mala educazione, è educato e rispettoso. Mi ha scritto un sms augurandomi un buon convegno e dicendomi 'tanto a Firenze vinciamo noi'. Questo lo vedremo il 25 settembre”.

In giornata il leader della Lega era stato in giro per la Toscana e aveva ribadito la convinzione, di fronte alle telecamere, di puntare ad essere il primo partito del centrodestra, anche se Fratelli d'Italia pare irraggiungibile.

"Di una cosa mi vergogno, oggi è cominciato l'anno scolastico e in tante classi non ci sono insegnanti in classe. Ma la cosa più grave è che mancano migliaia di insegnanti di sostegno. Una vergogna inaccettabile”, aggiunge ancora Salvini, elencando poi le riforme che la Lega vuole fare se andrà al governo: fisco (flat tax), giustizia, università, pensioni (“in pensione la legge Fornero”), pubblica amministrazione. Domani la campagna elettorale si ferma per il voto al Senato sul decreto legge 'aiuti bis'. Ma la pausa sarà breve. Si riparte subito, perché il 25 settembre è dietro l'angolo.

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