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Rossi contro Renzi: "Ci ha preso tutti per il c..."

L'ex presidente della Regione: "Voleva rompere un'alleanza di governo che tra mille difetti poteva alle elezioni sconfiggere una destra pericolosa ed estrema"

"Renzi ci ha preso tutti per il c... Aveva detto che non c'erano veti, si è inventato ogni giorno una condizione in più per dire che l'alleanza non andava bene. Con una grande disponibilità in primo luogo da parte del PD, che ha usato la pazienza di Giobbe. I Dem si sono pazientemente messi ad ascoltare tutte le richieste che Renzi faceva, spesso anche confuse e contraddittorie. Stava trattando sui posti. Questo è evidente. Quando è arrivato in fondo ha detto 'prendo il pallone e vado via'. Un fatto non nuovo nei suoi modi di fare. O è lui al centro, o fa lui, o fa tutto lui. Questa è una sua pulsione". A dirlo, in una lunga intervista ieri ai microfoni di Radio Sieve, è l'ex presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, ora assessore a Signa.

"All'inizio, pur non condividendo il metodo usato da Renzi, ho pensato che ponesse delle questioni giuste, corrette. Quella sul Recovery Fund, quella sulla spesa dei fondi del Mes, su un piano di rilancio industriale. Mai mi ero sentito vicino alle questioni che Renzi poneva e allo stesso tempo lontano nei metodi e nelle forme da 'spacca tutto' - aggiunge l'ex presidente toscano - E' come se prevalesse in lui quasi una pulsione distruttiva. Certo, non giudico solo da questo una persona, che pure ha tali caratteristiche. Il disegno politico era rompere un'alleanza di governo che, pur tra mille limiti e difetti, comunque si configurava come una potenziale alleanza in grado anche di presentarsi coalizzata alle elezioni, per sconfiggere una destra pericolosa ed estrema".

"Ripeto, l'iniziativa di Renzi all'inizio poteva essere anche positiva. Erano le stesse cose poste anche da Zingaretti. Poi strada facendo si è svelata per quello che era. Hanno fatto bene PD, LEU e M5S ad arrivare fino in fondo, fino all'ultimo minuto in cui Renzi dà il colpo definitivo e dice che non si può ricostituire una maggioranza come quella precedente, che lui stesso ha di fatto messo in minoranza con la sua astensione. Renzi può fregiarsi di aver buttato giù già un paio di governi. Se si va a vedere nella storia non sono stati tanti i politici che possono vantare questo primato. Credo che dietro ci sia un disegno politico: uccidere e dare un colpo alla strategia di convergenza tra PD e M5S e riportare la politica italiana verso il centro e riaprirla alla destra", aggiunge.

Poi Rossi parla di Mario Draghi: "Quante possibilità attribuisco al suo tentativo? Non so dare una risposta precisa. Se il Parlamento accetta quel binario molto stretto che ha posto Mattarella, ovvero di ragionare di uscita dalla pandemia e di gestione della fase delle trattative con l'Europa per il Recovery Fund, la possibilità di riuscita è abbastanza alta. Ma si può governare solo su questi due punti? Oppure la politica e la realtà tutti i giorni ci presentano la necessità di fare scelte relative alla fiscalità, a quali ceti proteggere, a dare le risposte di cui c'è bisogno? Se questo non lo facciamo chi è già sofferente rischia di avere sussulti di protesta e di avere un'idea delle istituzioni e della democrazia che non tiene conto dei loro interessi. Qui emergono le differenze tra noi e la Lega. Vedremo, non è così semplice ottenere una maggioranza. Bisogna provare ad andare sulla strada indicata dal presidente, senza rinunciare ad un'idea di giustizia sociale".

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