Politica

Roberto Benigni cambia verso: "Al referendum voterò sì"

Il cittadino onorario di Firenze appoggia la posizione del premier Matteo Renzi

Il Robertone nazionale ci ripensa. Al referendum costituzionale voterà "Sì" dopo che già in gennaio aveva annunciato il suo appoggio per poi ripensarci e dire che avrebbe votato "no". Il comico toscano, diventato cittadino onorario di Firenze sotto il sindaco Renzi, appoggia la campagna del premier. Renzi appunto. Lo spiega in una lunga intervista a Repubblica incentrata sulla Festa del 2 giugno. Ammettendo però come la riforma sia un pò pasticciata. Ma lei cosa voterà al referendum? Mi è sembrato indeciso, prima ha detto sì, poi no. Dunque? "Ho dato una risposta frettolosa, dicendo che se c'è da difendere la Costituzione, col cuore mi viene da scegliere il "no". Ma con la mente scelgo il "sì". E anche se capisco profondamente e rispetto le ragioni di coloro che scelgono il "no", voterò "sì".

Il premio Oscar, sebbene con qualche appunto, appoggia la causa del Primo ministro che proprio nella nostra città ha lanciato la campagna del "sì": "Sono trent'anni che sento parlare della necessità di superare il bicameralismo perfetto: niente. Di creare un Senato delle Regioni: niente. Di avere un solo voto di fiducia al governo: niente. Pasticciata? Vero. Scritta male rispetto alla lingua meravigliosa della Costituzione? Sottoscrivo. Ma questa riforma ottiene gli obiettivi di cui parliamo da decenni. Sono meglio del nulla. E io tra i due scenari del giorno dopo, preferisco quello in cui ha vinto il "sì", con l'altro scenario si avrebbe la prova definitiva che il Paese non è riformabile".

Una figura di rilievo interzionale che sostiene la causa del Governo. Non manca un passaggio sulla stima di Benigni - che stasera tornerà in Rai con il suo show sulla Carta - a Renzi: Ma di Renzi lei si fida? "Renzi è una persona che stimo. Quando recitavo Dante a Firenze veniva ogni sera, e ogni volta si sedeva più a destra. Prima due file più in là, come per provare, poi quattro, poi sei. Andava sempre a destra, io lo facevo notare al pubblico con una gag infantile, che creava un sacco di risate, segno di popolarità e di simpatia. Anche perché in Toscana le case del popolo sono piene di matteorenzi che dicono che fanno tutto loro. Il personaggio è conosciuto".

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