rotate-mobile
Politica

Riordino delle province, cade il governo tutto da rifare in Toscana

Il taglio delle province è saltato per un eccesso di emendamenti presentati al provvedimento. Griffi:"Il governo ha fatto quello che poteva. Oggi ha preso atto della situazione"

Casca il governo, riforme 'giù per terra'. Il taglio delle province non s’ha da fare. Il passo indietro di Monti ha affossato la riforma che rimarrà congelata in Parlamento negli ultimi giorni della legislatura. Niente riorganizzazione, rimarrà tutto com'è. In Italia come in Toscana, dove il provvedimento del governo avrebbe ridotto le province da 10 a 4, con Firenze città-metropolitana che in potenza avrebbe inglobato Prato e Pistoia. La nuova geografia istituzionale (con Firenze-Pistoia-Prato; Siena-Grosseto; Massa Carrara-Lucca-Pisa-Livorno; Arezzo) rimarrà nel cantuccio delle buone intenzioni. Tema ostico, discussione aspra in Regione e, nel giro di un pomeriggio romano, inutile. Pensare oggi a quello che è successo in Consiglio regionale fa quasi sorridere: quel non riuscire a decidere, tante erano le correnti i pareri discordanti sul caso. E quelle 'oscillazioni' così numerose che non fu possibile approdare ad una soluzione condivisa bensì due ipotesi: quella del quattro più uno, prevedeva l'istituzione della Città metropolitana di Firenze e di quattro province e la seconda, sponsorizzata dell'Unione delle province (Upi), prevedeva invece la Città metropolitana più cinque province. Entrambe poi cassate a Roma.

DECRETO - E alla fine anche l'ipotesi dell'esecutivo è stata 'cassata' dalla storia. Il decreto che riorganizzava le Province non sarà infatti convertito in legge. E' quanto è emerso dalla seduta della commissione Affari costituzionali che si è tenuta ieri sera, preceduta da una riunione ristretta dal presidente di commissione Carlo Vizzini, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda, il ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi e il sottosegretario Antonio Maraschini.

La motivazione è tecnica, per Commissione e Governo la quantità di emendamenti presentati al provvedimento sono eccedenti: oltre 140 subemendamenti, a fronte dei 5-6 maxiemendamenti messi insieme dai relatori Bianco e Saltamartini.  Una discussione che sarebbe andata per le lunghe. Dilatazione dei tempi che andrebbe a mischiarsi alla poca stabilità politica derivata dalle dimissioni del Presidente del Consiglio Mario Monti. E con queste l’aprirsi della campagna elettorale. RISCHI PER LE PROVINCE TOSCANE

"Il destino di questi mesi è di perdere occasioni importanti - ha commentato Vizzini - è stato fatto uno sforzo per trovare le condizioni complessive per approvare questo provvedimento atteso ma non è andato a buon fine". "Il governo - ha commentato Patroni Griffi - ha fatto quello che poteva. Oggi ha preso atto della situazione". A questo punto sarà necessario probabilmente escogitare una norma che coordini le disposizioni sulle province previste dal decreto salva Italia e dalla spending review. Ma sulla possibilità che questa norma sia inserita nella legge di stabilità Patroni Griffi non risponde: "Probabilmente ci sarà qualche intervento del governo ma ora non so rispondere".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Riordino delle province, cade il governo tutto da rifare in Toscana

FirenzeToday è in caricamento