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L'INTERVISTA - Barducci: "Senza Province e Senato meno democrazia"

Il presidente della Provincia di Firenze, intervistato dall'agenzia Dire: "Il risparmio di cui si parla è infimo. A Firenze parliamo di 800 mila euro". Diventerà un presidente della Provincia a mezzo servizio? "Forse, anche meno..."

Ribolle a sentir parlare di abolizione delle Province, perché il disegno di legge Delrio approvato oggi in via definitiva, in realtà, le trasforma soltanto in enti di secondo grado. Intervistato dalla Dire, Andrea Barducci (Pd), presidente della Provincia di Firenze dalla primavera del 2009, non teme nel bollare di modi "autoritari" la prima riforma portata in fondo da Matteo Renzi. Se non altro perché la parola 'abolizione' lascerebbe presagire all'elettore-contribuente dei risparmi miliardari, invece in gioco ci sono economie per decine di milioni. Pochi spiccioli nel mare magnum della spesa pubblica. Serafico, invece, accoglie l'idea di mandare avanti l'ente fino al 2015, quando verrà varata la città metropolitana: "Sarò reperibile a mezzo servizio".

Presidente, dunque per merito del governo Renzi diremo addio alle Province? "Si sta raccontando una cosa non vera agli italiani. In realtà non ne è stata soppressa una col disegno di legge licenziato dalla Camera, sono lì tutte intere. L'unica cosa a sparire è la parte elettiva, laddove i cittadini potevano intervenire".

Pensa che da oggi ci sia meno democrazia? "Si', penso che si sia aperto un problema. Tutto questo riguarda in questo momento le Province, ma non solo. Un caso simile esiste per il Senato pur con funzioni e caratteristiche differenti. Il tema è la riduzione della rappresentanza a nomine o come nel caso del Senato ad una sommatoria di cariche fra sindaci e presidenti di Regione. Lo stesso si può dire per la città metropolitana".

La ragione è il taglio ai costi della politica... "Io vedo un restringimento della democrazia, che viene giustificato nel modo peggiore, ovvero coi risparmi. Non vorrei che si tornasse a prima della Costituzione repubblicana quando faceva politica chi se lo poteva permettere. È il criterio del censo e lo reputo molto triste. Si annunciano delle rivoluzioni come se fosse quella dei garofani in Portogallo, in verità sono dei tagli autoritari".

Cosa avrebbe fatto al posto di Renzi? "Sarebbe stato più serio mettere in campo una riforma che riguardasse tutta la filiera istituzionale. Non si capisce, ad esempio, perché debbano restare in piedi Regioni come il Molise che ha meno della metà della popolazione della provincia di Firenze".

Presidente Barduccci, non teme di essere associato, in qualche modo, alla Casta che rifiuta sistematicamente ogni sacrificio? "Il risparmio di cui si parla è infimo. A Firenze parliamo di 800 mila euro, 32 milioni a livello nazionale secondo la Bocconi. Sono cifre molto lontane dagli annunci roboanti che già aveva fatto il governo Monti. Tuttavia, non vorrei passare per la parte di difensore dell'esistente. Avevo proposto una Provincia unica della Toscana centrale accorpando Firenze, Prato e Pistoia, salvando alcuni principi importanti, il primo su tutti l’elettività delle cariche".

A Roma hanno preso la direzione opposta e ora le tolgono anche l’indennità. Ora dovrà impegnarsi gratis... "Io ragiono molto semplicemente: il governo e il Parlamento ci chiedono di svolgere una funzione di passaggio, di traghettamento verso le nuove Province e la città metropolitana. Potevano imporre la chiusura del mandato e stop. Ovviamente cambiano le regole di ingaggio. Da giugno in poi è molto plausibile che mi dedichi al lavoro per mantenere la mia famiglia e il tempo rivolto alla funzione istituzionale, conseguentemente, sarà ridotto".

Diventerà un presidente della Provincia a mezzo servizio? "Forse, anche meno...".

Stessa sorte per i suoi assessori. Dovranno mantenere le loro deleghe senza ricevere più un euro. Qualcuno ha intenzione di mollare? "Intendiamoci, tutti siamo adulti e abbiamo famiglia. Immagino che dovranno lavorare per mandarla avanti. Ad ogni modo, ho trovato un senso di responsabilità ed un forte attaccamento alle istituzioni. I colleghi si sono pronunciati per proseguire il loro operato, spinti anche dal desiderio di difendere il lavoro fatto".

Insomma, non vedremo nessun assessore Schettino che scenderà dalla nave per comodità? "Nessuno, lo escludo. Il cuore della giunta resterà insieme e affronterà il traghettamento". (Fonte Agenzia Dire)

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