Renzi rilancia Draghi premier: sul Mes si decide il destino del Governo

In un'intervista il senatore rilancia il nome dell'ex presidente della Bce come candidato premier di un nuovo governo che potrebbe nascere già a ottobre

"Sul Mes, credo che Conte debba battere un colpo. Dire no al fondo è un suicidio per un Paese indebitato. Che stiamo aspettando? Dal Mes capiremo che vuol fare Conte da grande. Se chiede il Mes significa che vuole guidare l'Italia. Se non chiede il Mes, significa che vuole guidare solo i grillini. A lui la scelta''. Lo dice Matteo Renzi in un'intervista a 'La Repubblica' in cui rilancia il nome dell'ex presidente della Bce Mario Draghi come candidato premier di un nuovo governo che potrebbe nascere già a ottobre.

"Ci sono 200 miliardi da spendere - spiega il leader di Italia Viva - presi in Europa perché abbiamo mandato a casa Salvini e messo in minoranza i sovranisti: una mossa che mi è costata molto, ma che rivendico perché serviva al Paese. Ora questi soldi vanno spesi bene, in una cornice in cui la disoccupazione farà molto male. Da ottobre iniziano tempi durissimi. O c'è un esecutivo politico forte, come spero, o si farà strada l'ipotesi di un governo tecnico o di unità nazionale''.

''Draghi è il nome più credibile, una riserva della Repubblica - prosegue il senatore -. E il suo discorso di Rimini è molto bello. Eviterei però di tirarlo per la giacchetta. Non adesso almeno. Il governo Conte ha rassicurato gli italiani durante il lockdown. Ora va capito se ha la forza di indicare una strada per il futuro. Noi lo sosteniamo, ma le risposte oggi devono venire da Chigi e dai ministeri: tocca a loro''.

Referendum, Renzi: "Riduzione parlamentari solo spot"
"Non condivido chi parla di attacco alla democrazia, ma neanche l'entusiasmo grillino sulla 'svolta storica'. Non è una svolta, è uno spot: taglia i i parlamentari, ma lascia intatti i problemi del bicameralismo perfetto". Questa la posizione di Italia Viva sul referendum nelle parole di Matteo Renzi. ''Di Maio - dice - si sta impegnando sulla politica estera, dove è passato con profitto dal seguire i Gilet Gialli a Macron. Bene così. Sul diritto costituzionale, invece, ha ancora molto da studiare: solo in Italia abbiamo due Camere che fanno la stessa cosa. Puoi tagliare tutti i parlamentari che vuoi, ma allora devi cambiare le funzioni. Altrimenti hai un doppione. Confido che col tempo i 5S cambieranno idea anche su questo: dopo Tav, Tap, Olimpiadi, Euro, la figura di Mattarella, Macron e Merkel, manca solo il bicameralismo. Che vinca il Sì o il No, dal 21 settembre il punto sarà: quale modello istituzionale scegliamo? E torneranno in campo i nostri temi: bicameralismo, titolo V, Cnel. Passato questo referendum inutile, ci sarà da scrivere la vera riforma. Anche con l'opposizione, se ci sta''.

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"Preferisco il maggioritario al proporzionale - dice ancora il leader di Italia Viva -. Tuttavia rispetto la posizione del Pd. Noi proponiamo il modello del sindaco d'Italia: elezione diretta e maggioritario, più coerente con la nostra storia. Se però i dem e i grillini insistono sul modello tedesco, proporzionale, che ben si collega alle riflessioni di Goffredo Bettini, allora la riforma presenti anche - come in Germania - il superamento del bicameralismo paritario e la sfiducia costruttiva. Insomma: se si devono fare le riforme, facciamole bene. Siamo pronti a sbloccare subito i lavori della Commissione se c'è una visione organica. O maggioritaria, con doppio turno ed elezione del sindaco d'Italia. O sistema tedesco, con monocameralismo, sbarramento e sfiducia costruttiva. Nell'uno e nell'altro caso, occorre subito una riforma costituzionale vera: lasciamo gli spot ai populisti''.

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