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Matteo Renzi

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Renzi e le primarie: "Candidarmi? Prima voglio vedere le regole"

Il sindaco di Firenze ha detto che sarà della partita solo dopo l'annuncio delle regole: "Bersani ha detto sì alle primarie, che saranno libere e aperte, noi ci fidiamo"

Pd e primarie; da una parte Pierluigi Bersani, dall’altra Matteo Renzi. Tutto chiaro, definito, almeno a grandi linee. Ma è tra queste direttive di massima che si gioca questa vicenda su cui, da qualche settimana a questa parte, si sta attorcigliando il Partito Democratico. Il dibattito interno al centro sinistra infatti si sta sviluppando su due capisaldi, immobili: la data delle primarie e le regole della competizione elettorale. Due principi raccolti da un assunto: le primarie ci saranno. È stato lo stesso Bersani questa mattina a confermarlo con decisione dopo che Renzi ieri aveva riposto fiducia su un segretario “galantuomo”: “Credo di essere un galantuomo – ha sottolineato Bersani – e le primarie le faremo. Non abbiamo detto che sono solo convocate. Ora, però, dobbiamo pensare all’Italia, perché ne ha bisogno”.

REGOLE – In sostanza, c’è una tesi, le primarie, e due ipotesi, data e regole. La data assomiglia più ad un dibattito da almanacco. Sulle regole invece è altra storia. Tra un voto libero e aperto ed il registro o albo elettorale c’è giusto la differenza che intercorre tra la discesa in campo o meno del sindaco di Firenze. Renzi sa bene che una sfida all’interno del Pd lo vedrebbe verosimilmente perdente; è noto che non goda di troppa simpatia nella ‘pancia’ dei democratici. Per questo preme per una competizione aperta, senza paletti, confini o recinti di sorta. A vederla bene è come se Renzi si trovasse nella classica situazione del vorrei ma non posso. È ormai certo infatti che i nodi non saranno sciolti all’assemblea del Pd, il prossimo 14 luglio, in cui Renzi “sarà presente”, come ha dichiarato questa mattina all’inaugurazione del fontanello di Publiacqua in via del Mezzetta, disegnato da Staino. Durante la riunione nazionale infatti saranno formalizzate le primarie. Solo e solo questo, niente di più. Le regole, il grosso della questione, saranno stabilite più avanti, forse dopo le vacanze estive. Per questo, come spiegato dallo stesso Renzi conversando con i giornalisti, l’annuncio della sua eventuale candidatura alle primarie ci sarà solo dopo che saranno stabilite le regole.

PRIMARIE – Tutto in stallo, una sorta di ‘guerra fredda’ abbellita da un bon-ton da galateo più che da scontro politico. Ma tra galantuomini, toni bassi, e attese (frenetiche?), Renzi non manca di lanciare qualche frecciatina al suo segretario, che per adesso, oltre al merito, non si è mai spinto sul metodo. “L’importante – ha sottolineato Renzi – non è discutere oggi delle regole, ma capire come le primarie sono uno strumento per cambiare l’Italia. A chi dice ‘bene le primarie ma ora pensiamo all'Italia’, dico che le primarie sono fatte per pensare all'Italia, per ragionare di un'Italia diversa, di un futuro diverso per il nostro Paese”.

RENZI – Per il Renzi pensiero in sostanza le primarie sono una cura possibile, o almeno una delle medicine del paese. A patto che poggino su fondamenta consolidate, le stesse che hanno permesso a Bersani di guidare il partito: “Pier Luigi Bersani – ha continuato il sindaco – ha detto che si faranno le primarie del Pd, che saranno libere aperte e democratiche. Noi ci fidiamo di quello che dice Bersani. Poi se le regole anziché farle a luglio vogliono farle a settembre, nessuno di noi ha particolare fretta o bisogno di accelerare i tempi. Ci fidiamo di Bersani che è una persona seria: se ha detto che faranno le regole un po’ più in là va bene lo stesso”. Per lo sfidante in pectore “se le faremo a settembre, ottobre o dicembre cambia poco; l'importante è che siano primarie vere dove il Partito democratico possa tornare a dare delle idee per governare il futuro del nostro Paese”.



 

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