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Renzi: "Addio alla politica? E' il sogno dei miei avversari, ma non lascio"

L'ex rottamatore all'indomani dell'incontro con Enrico Letta: "Con lui zero imbarazzo, ma sui 5 Stelle non siamo d'accordo. Ora candidi una donna anche a Siena"

"Zero" imbarazzo dopo il passaggio della campanella di Palazzo Chigi. Ieri Enrico Letta e Matteo Renzi si sono rivisti: un incontro per parlare di programmi e alleanza. Ed è lo stesso ex rottamatore a dire com'è andata (dal suo punto di vista) in un'intervista al Corriere della Sera.

"Se il Pd si allea con i grillini, no, non entreremo in questa alleanza", dice ribadendo che "siamo distanti dalla destra antieuropeista di Salvini e Meloni ma anche dal becero populismo di Di Battista e Beppe Grillo. Non con i sovranisti, non con i populisti. Ma - aggiunge l'ex premier - tutto mi sembra in divenire: guardi che succede a Roma. Letta non può appoggiare la Raggi, Conte non può scaricarla: mi sembra che questa alleanza sia lontana dal nascere".

Il leader di Italia Viva coglie anche l'occasione per rispondere alle voci di un suo addio alla politica: "E' il sogno dei miei avversari", sostiene. "Molti di loro ci sperano, li capisco. Mi spiace deluderli: io non smetterò di fare politica".

"Nel frattempo invece", continua, questa avversari la politica "potrebbero iniziare a farla, magari senza pensare a me in modo ossessivo e preoccupandosi dei problemi del Paese. Tutte le volte che mi dipingono fuori dalla politica - aggiunge Renzi - accade qualcosa".

"Non so se come dicono Italia viva abbia davvero il 2%. Se così fosse - rileva Renzi - dovrebbero darci un premio doppio. Perché col 2% abbiamo cambiato la storia dei prossimi anni imponendo Draghi al posto di Conte. Se col 2% siamo stati capaci di questo, si figuri che cosa potremmo fare se solo avessimo l'8-10%".

Fra i temi in discussione anche  le prossime amministrative Renzi riferisce di avere proposto a Letta "di ascoltare ciò che ha detto lui stesso. La cosa più incisiva che il segretario ha fatto, ad oggi, è stata cambiare capigruppo imponendo la questione femminile. Ma allora bisogna continuare. Si vota a Torino, Milano, Bologna, Roma, Napoli e per il seggio parlamentare di Siena - conclude Renzi - e penso sia doveroso scegliere anche candidature femminili".

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