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Renzi dice "Ciao": nuova bordata al governo, ora Conte rischia

Il leader di Italia Viva attacca ancora e non fa sconti: "Facciamo sul serio"

In queste ore sono in molti a chiederselo: starà facendo sul serio? Matteo Renzi, per l'ennesima volta, torna a "bombardare" (politicamente, s'intende) Giuseppe Conte. Lo ha fatto in una conferenza stampa convocata per presentare le idee di Italia Viva sulla gestione dei fondi per il Recovery Fund.

"Ciao 2030": proposte che Renzi ha chiamato così. Un nome che è apparso come un messaggio a Conte e che complica la verifica prevista fra le forze di maggioranza di governo. Fatto sta che, dopo la lettera inviata al premier il 16 dicembre scorso, Renzi non sembra mollare. Le sue richieste appaiono come un aut aut.

Oggi Renzi è tornato sul tema nella sua Enews. "Facciamo sul serio. - ha scritto - Ci stiamo giocando l’osso del collo". E illustrando i settori in cui Italia Viva chiede una marcia in più: "Cultura, innanzitutto. Che significa identità, teatri, musica, musei. Ma anche scuola, università, ricerca. E ovviamente salute e benessere: prendere i soldi del Mes è un dovere morale, in un Paese in cui abbiamo 237 medici morti di Covid. Il piano del Governo comincia con delle paginette giustizialiste sulla giustizia: noi cominciamo con la cultura. Della serie: scopri le differenze. E poi le infrastrutture, fisiche, digitali, organizzative. L’ambiente. E le opportunità che questo Paese può e deve dare alla nuova generazione, che carichiamo di debiti ma alla quale dobbiamo dare innanzitutto una speranza".

"Vogliamo spendere bene i soldi europei. Perché altrimenti ci strangoliamo con il debito e sprechiamo la più grande opportunità degli ultimi trent’anni", ha aggiunto.

Al di là delle parole tutti conoscono le attitudini di Renzi a stare al centro della scena. E nonostante il momento delicato per la crisi pandemica, nulla è escluso. La politica si divide fra chi assicura che stia facendo sul serio e chi invece derubrica tutto ad una disputa "per le poltrone".

E se il governo cade? Difficile che si vada a votare adesso in piena emergenza. A fine luglio, poi, scatta il "semestre bianco": a febbraio 2022 finirà il settenario del Presidente della Repubblica, che non potrà più sciogliere le camere. E il Parlamento dovrà sceglierne uno nuovo. O confermare Mattarella.

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