Politica

Renzi strappa con Conte e ritira le ministre: si apre la crisi di governo

Falliti anche gli ultimi tentativi di mediazione. "Il voto? Non ci crede nessuno. Mai al governo con i sovranisti"

I tentativi di ricucire nella maggioranza sono andati avanti fino all'ultimo. Ma non sono serviti a far cambiare idea a Matteo Renzi, che ormai che alcuni giorni era orientato a fare ciò che alla fine ha fatto davvero, annunciando le dimissioni dalla compagine di governo dei ministri di Italia Viva, Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, e del sottosegretario Ivan Scalfarotto.

Lo si era capito in tutta evidenza ieri, quando l'ex premier e sindaco di Firenze aveva convocato una conferenza stampa alla Camera, nella quale oggi ha ribadito le questioni sulle quali aveva insistito nei giorni scorsi sulla concretezza dell'azione di governo.

Ed è tornato ad attaccare Conte: "Noi abbiamo fatto questo governo contro Salvini che voleva i pieni poteri", ma "non consentiremo a nessuno di avere i pieni poteri", accusando i metodi del premier. "La democrazia ha delle forme e se non vengono rispettate come accaduto allora qualcuno deve avere il coraggio di dire anche per gli altri che il Re è nudo", ha ribadito. "Ma siamo in pandemia, mi dicono. Proprio perché siamo in pandemia occorre agire bene", ha aggiunto.

Le "diplomazie" della politica si sono mosse con le loro truppe. Tanto che il premier Giuseppe Conte nel pomeriggio si è recato al Quirinale per un colloquio con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella "per aggiornarlo sul Recovery Plan", come ha spiegato lo stesso Presidente del Consiglio. Che ha anche rilanciato un "patto di legislatura" con le forze di maggioranza, sostenuto anche dal Pd. 

Una giornata in cui, però, non sono mancate le schermaglie. A partire dalla presa di posizione di Beppe Grillo, che a sorpresa in un post su Facebook, ha di fatto aperto alla nascita di un governo di unità nazionale. "Non può esistere in questo momento - ha scritto - una distinzione tra maggioranza ed opposizione perché tutti i rappresentanti del popolo devono contribuire uniti a sostenere, in uno dei momenti più bui della sua storia".

Resta ancora oscuro lo scenario su ciò che accadrà adesso: nessuna ipotesi è esclusa. Ma Renzi dice: "Non credo al voto". E mette una pregiudiziale: "Non esiste alcuna ipotesi di un governo con la destra sovranista e antieuropeista, questa è l'unica pregiudiziale".

Si può riprovare un governo con Conte? Fra Renzi e gli altri partiti della maggioranza, che accusano l'ex rottamatore di aver mandato tutto all'aria, il clima ora è tesissimo. Ma lui non chiude la porta: "L'appello di Mattarella a costruire è uno dei più belli, ma costruire non si fa sulla sabbia. - ha sottolineato - Se costruisci nella chiarezza si va avanti per tutta la leglislatura, se invece non è chiaro non c'è alcuna costruzione possibile. Prima di iniziare a costruire vogliamo vedere il progetto". 

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