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Indagine per finanziamento illecito, Renzi: "Roba che non sta né in cielo né in terra, dalle carte si vedrà che è tutto a posto"

Il leader di Iv respinge le accuse sui pagamenti ricevuti da Presta, poi rivela di essere indagato anche per la conferenza di Abu Dhabi

Matteo Renzi ostenta la massima tranquillità. "Per vicende come queste, conosco amici e colleghi che stanno male, non dormono la notte, non mangiano. Per me non è così, quando accadono queste cose trasformo la rabbia in benzina".

Il leader di Italia Viva parla questa mattina, durante la conferenza stampa a Firenze, nella sede del consiglio regionale di via Cavour, per presentare il suo ultimo libro, 'ControCorrente'.

Ovvio che al centro dell'attenzione ci sia l'inchiesta della procura di Roma: Renzi, come anticipato ieri dal quotidiano Domani, risulta indagato per finanziamento illecito ai partiti e false fatturazioni, in relazione ai compensi ricevuti per il documentario 'Firenze secondo me' dall'amico e manager dei vip Lucio Presta (anche lui indagato) e in relazione ad altri compensi.

Sotto la lente dei magistrati romani ci sono pagamenti per circa 750 mila euro. 450mila euro Renzi li ha ricevuti per il documentario 'Firenze secondo me' dalla Arcobaleno 3, amministrata da Niccolò Presta, figlio di Lucio. Ne avrebbe poi ricevuti altri due: da 100mila euro per i diritti di immagine e da 200mila euro per 'opere dell'ingegno da realizzare'.

Renzi indagato per finanziamento illecito e false fatturazioni

Il compenso per il documentario viene ritenuto da molti una cifra astronomica, visto che, rivela ora Domani, la Arcobaleno 3 l'avrebbe venduto a Discovery, che l'ha messo in onda, per appena mille euro. Ma i magistrati indagano anche sulla regolarità dei compensi per le 'opere dell'ingegno da realizzare', che non sarebbero mai stati realizzate.

Secondo l'accusa, rigettata da Renzi, l'opera del leader di Italia viva sarebbe in sostanza stata pagata molto più del suo valore per sostenere politicamente lo stesso Renzi.

"E' tutto documentato, legittimo e rendicontato. Abbiamo fatto le cose in regola. Posso garantire che quel compenso, che appartiene alla mia sfera privata, lo uso per la mia vita privata: la mia attività politica è trasparente. Ai magistrati romani offro la piena disponibilità a offrire tutte le spiegazioni e i chiarimenti che vogliono", dice Renzi, respingendo in toto le accuse.

"Da parte mia c'è totale tranquillità. Quando i magistrati ci chiederanno conto, vedranno dalle carte che è tutto a posto. Sono assolutamente tranquillo, perché questa roba non sta né in cielo né in terra. Il tempo è galantuomo: avete visto quanta roba ci hanno buttato addosso? Ricordate le banche? Quante vicende giudiziarie ci hanno buttato addosso nel 2016? Di Maio ha chiesto scusa per Uggetti: e la Guidi? La Paita? La Boschi?", ha aggiunto il leader di Italia viva.

A fine mattinata è poi lo stesso Renzi a rendere noto di essere indagato anche per un'altra vicenda: il leader di Italia viva è indagato anche dalla procura di Firenze per emissione di fatture per operazioni inesistenti, stavolta in relazione al compenso ricevuto per la nota conferenza di Abu Dhabi.

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