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Una vecchia foto che ritrae Carrai e Renzi

Una vecchia foto che ritrae Carrai e Renzi

Viaggio di Renzi negli Emirati, La Stampa: "A Dubai con lui c'era anche Marco Carrai"

L'ex presidente del consiglio e attuale leader di Italia Viva avrebbe minacciato querela nei confronti del quotidiano torinese e di Tpi

Ancora polemiche per il viaggio che nei giorni scorsi l'attuale senatore Matteo Renzi avrebbe effettuato a Dubai, negli Emirati Arabi. Della vicenda nei giorni scorsi hanno parlato il quotidiano torinese La Stampa e quello on line Tpi. Entrambi hanno fatto sapere che Renzi avrebbe minacciato querela nei loro confronti.

I due giornali chiedono all'ex presidente del consiglio e attuale leader di Italia Viva di fornire spiegazioni sul viaggio che avrebbe effettuato, sottolineando l'attuale ruolo di senatore - non quindi un privato cittadino o imprenditore - dell'ex sindaco di Firenze.

Oggi La Stampa torna ancora sull'argomento, dopo gli articoli pubblicati domenica e lunedì, affermando che insieme a Renzi a Dubai ci sarebbe stato anche l'amico di una vita Marco Carrai, attuale presidente, tra agli altri ruoli che ricopre, di Toscana Aeroporti, la società che gestisce gli aeroporti di Firenze e di Pisa.

"Quando, ieri mattina, Matteo Renzi è atterrato all'aeroporto di Milano Malpensa, con un volo proveniente da Dubai non era solo. Con lui, su quell'areo, ha viaggiato l'amico di una vita, l'uomo di cui è stato testimone di nozze, l'imprenditore Marco Carrai", scrive oggi sul quotidiano torinese Niccolò Carratelli, che continua ad occuparsi del caso anche dopo che Renzi avrebbe minacciato querela pure nei suoi confronti (oltre che del direttore Giannini).

Il caso: "Scriviamo che Renzi è a Dubai e lui ci querela"

Secondo La Stampa i due avrebbero passato nell'emirato "48 ore scarse". "Non stupisce che l'imprenditore Carrai sia andato a Dubai per colloqui di lavoro, per parlare di affari investimenti, progetti. Tutto legittimo. Il punto è cosa sia andato a fare il senatore Renzi, a che titolo - si chiede il quotidiano torinese - abbia accompagnato l'amico e quale ruolo abbia giocato negli incontri che sicuramente i due hanno avuto. Ma c'è un'ultima domanda che merita una risposta. La normativa antiCovid - scrive sempre Carratelli - prevede, per chi torna dall'estero, 14 giorni di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria: Renzi e Carrai la stanno rispettando, visto che non rientrano in nessuna delle categorie esentate dall'obbligo?".

Su La Repubblica di oggi invece Renzi ha spiegato che non si è mosso per andare in vacanza né per un lavoro retribuito, ma non ha intenzione di dare spiegazioni sui motivi del viaggio. Ha però avuto "una buona ragione" per volare negli Emirati Arabi, dove "si è pagato tutto da sé: sia il biglietto di andata e ritorno su un volo di linea, sia la suite. E chi sostiene il contrario verrà querelato". Resterebbe la domanda della Stampa sull'isolamento fiduciario.

AGGIORNAMENTO ORE 17 - Matteo Renzi nella sua enews di oggi ha parlato del caso, ammettendo il viaggio a Dubai e anche la querela contro La Stampa. Non ha invece fatto cenno ai motivi del viaggio, né alla presenza di Carrai. "Nuove polemiche su di me, stavolta per un viaggio a Dubai", scrive Renzi.

"In molti hanno colto l’occasione per tornare sulla questione saudita dicendo che io non ho risposto ai giornalisti (incredibile! Ricordo di aver fatto interviste al "Corriere della Sera", a "la Repubblica", a "Carta Bianca", a "l’Aria che Tira", alla BBC, a SkyNews, a Channel4, a "Le Monde", a "El Pais", a "Die Zeit", al "Financial Times". Possono piacere o meno le risposte ma come è possibile dire che non ho accettato di fare interviste?). Altri mi hanno criticato perché ho dato mandato ai legali di agire in giudizio nei riguardi de "la Stampa" e del direttore Massimo Giannini", prosegue il leader di Italia Viva.

"Anche a me dispiace fare azioni civili contro alcune testate. Ma dobbiamo essere chiari: le critiche servono e aiutano a crescere, le fake news no. Tutti possono criticare, nessuno può diffamare. Per anni ho sottovalutato la montagna di accuse che mi venivano rivolte: da due anni ho deciso di cambiare stile: se qualcuno scrive falsità, è mio dovere, non diritto, chiedere i danni. Perché continuare a far finta di nulla sarebbe come ammettere di aver fatto qualcosa di illegale o di illecito. Niente di personale, sia chiaro. Ma per troppo tempo - conclude l'ex segretario del Pd -, ho sottovalutato l’alluvione di fake news contro di me. Adesso ho semplicemente deciso di reagire, colpo su colpo". Renzi non ha specificato quali siano le 'fake news' raccontate sul suo conto da Stampa e Tpi.

In alto una vecchia foto che ritrae Carrai e Renzi

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