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Regolamento Unesco, polemiche su strade e decoro

In Consiglio comunale arrivano le modifiche: Cna chiede più qualità, 14 emendamenti da Forza Italia

Saranno discusse domani in Consiglio comunale di Firenze le modifiche al cosiddetto regolamento Unesco varato dall'amministrazione di Palazzo Vecchio. Una questione su cui proseguono le polemiche in una vigilia calda. A chiedere "qualità e meno quantità" è la Cna, che sottolinea come il provvedimento sia "condivisibile a condizione che se ne riconosca la eccezionalità, che quindi abbia durata limitata ai tre anni e non sia replicabile", come commenta Giacomo Cioni, presidente fiorentino dell'associazione.

“Se nel 2010 si fosse deciso, come noi chiedevamo, di estendere i limiti di vendita di alcolici ai minimarket invece di limitarsi agli esercizi di somministrazione, non avremmo assistito al proliferare di questi pseudo negozi, in realtà magazzini-spaccio di alcolici con prezzi a misura di tasca dei minorenni", attacca il capogruppo di Forza Italia in Comune Jacopo Cellai. "Oggi registriamo che, almeno, viene introdotta la norma sulla gradazione (il limite di 21 gradi) che stabilisce un criterio valido per non danneggiare le botteghe (come i fornai ad esempio) che vendono vino o birra. Anche estendere ad altre strade oltre via Tornabuoni la prescrizione per il tipo di attività era una nostra proposta. Nel nuovo regolamento si aggiungono via Maggio, via dei Fossi e lungarno Cosini. E allora noi diciamo: perché no anche borgo San Jacopo e via Palazzuolo? Due strade del centro che, per motivi diversi, avrebbero un gran bisogno di essere riqualificate”.

14 gli emendamenti presentati dai "forzisti" su aspetto dei negozi del centro storico: insegne, vetrine e infissi esterni; norme anti "furbetti"; divieti per aperture di nuovi fast food e sale da ballo, ma anche per l'inserimento di piazza Indipendenza e piazza de' Ciompi in quel gruppo di siti previsto dal regolamento dove è vietato il trasferimento di un esercizio già presente in un'altra parte dell'area Unesco. 

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