Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

Elezioni: il terremoto blinda la Regione, Pd e LeU temono le urne

Il centrosinistra si compatta per evitare una nuova débacle

La sconfitta alle elezioni politiche compatta il centrosinistra in Regione. Quello che a molti potrà sembrare un paradosso deriva in realtà da una situazione molto pratica: i litigi nella maggioranza e l'eventuale caduta della giunta guidata da Enrico Rossi esporrebbe il centrosinistra ad un alto rischio di sconfitta anche alle regionali. Situazione che per la prima volta manderebbe i partiti della sinistra all'opposizione nella roccaforte rossa.

La sconfitta del Partito democratico, le dimissioni a metà di Matteo Renzi dalla segreteria, lo scarso risultato di Liberi e Uguali, il nuovo partito della sinistra, la probabile discesa in campo di Carlo Calenda: sono tutti elementi che suggeriscono al centrosinistra di non farsi prendere dalla frenesia in vista delle amministrative (fra qualche mese si vota nei capoluoghi di provincia di Pisa, Siena e Massa) e soprattutto delle regionali. Il Pd e gli alleati vogliono soprattutto capire le ragioni di una perdita di consenso così forte in Toscana.

"Durante la campagna elettorale ho girato l'Italia e ho visto che c'è una militanza convinta dall'idea di ricostruire una sinistra del secolo nuovo", ma "non penso che una rigenerazione interna del Pd possa ricostruire il centrosinistra", ha detto oggi il governatore Rossi a RaiNews. "Trovo singolare - ha aggiunto - che una sinistra ai minimi termini stia a ragionare di come sostenere un governo. Significa rinunciare all'ipotesi di ricostruire una sinistra basata sulla questione sociale".

"Dobbiamo costruire una forza di sinistra e di centro che guarda a sinistra", ha aggiunto Rossi, che si domanda "cosa stiano a fare nel Pd ancora tanti compagni. Abbiamo portato in Parlamento più parlamentari di sinistra che il Pd, che ne ha portati più di destra", ha concluso.

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