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Serena Spinelli, foto Facebook

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Regione, Serena Spinelli: "Portiamo in giunta la sinistra, dalla sanità pubblica territoriale all'economia circolare"

Per molti il suo ingresso nel 'governo Giani' è certo. Resta il no all'ampliamento di Peretola, porta aperta a Fattori: “Costruiamo soggetto unitario”

Giani dopo la sua elezione è stato categorico. “Non faccio nomi, non parlo della giunta. Ancora devo essere proclamato presidente (succederà domani, 8 ottobre, ndr). Poi ho dieci giorni per annunciare la squadra di governo”.

Prima di metà ottobre dunque, ufficialmente, nessun nome. Ma la battaglia per gli otto assessorati è già scoppiata e non mancano i feriti. Vedasi gli screzi Renzi-Giani e l'incognita Italia Viva: alla fine IV entrerà in giunta o no?

Una certezza però, come annunciato da Giani “con uno strappo al protocollo”, c'è: Sinistra civica ecologista avrà un assessore. Sce ha appoggiato la coalizione di centrosinistra (a differenza di 'Toscana a Sinistra' di Tommaso Fattori) ed è arrivata al 2,98%, restando fuori dal consiglio per un pugno di voti (la soglia di sbarramento per le liste che correvano in coalizione era del 3%).

Ed il nome più 'papabile' di Sce per la giunta, da molti dati per certo, è quello di Serena Spinelli, consigliera regionale uscente in quota Articolo 1 – Mdp, uscita dal Pd ai tempi di Renzi segretario per le forti divergenze politiche con l'ex premier.

Spinelli, allora sarà lei ad entrare in giunta?

Che il mio nome gira sui giornali lo vedo, ma ogni decisione spetta al presidente Giani, di cui rispettiamo ruolo e prerogative. A chi toccherà lo vedremo. Detto questo, siamo grati dell'apertura nei nostri confronti. E' il riconoscimento del lavoro che abbiamo fatto e del programma da noi presentato per il futuro della Toscana.

A proposito di programma, con il vostro ingresso in giunta a quali proposte programmatiche darete maggior peso?

A quelle legate all'ambiente e alla conversione in senso verde dei modelli di sviluppo, per noi è centrale investire al massimo in termini di economia circolare. Poi massima attenzione alla sanità. Il sistema toscano ha retto bene all'emergenza Covid, ma serve una riorganizzazione del sistema sanitario, rilanciando la sanità pubblica territoriale e di prossimità con un forte investimento di risorse economiche e umane. E politiche sociali che possano andare incontro ai bisogni delle persone. Tutte istanze care al mondo della sinistra.

Da assessore alla sanità potrebbe cercare di mettere in pratica questi punti, dopo tutto lei è anche medico

Ripeto, massimo rispetto del presidente Giani, nessuna forzatura. Siamo consapevoli del nostro peso elettorale (meno del 3% appunto, e quello della sanità è l 'assessorato più importante, che gestisce l'80% dei fondi regionali, ndr). Siamo grati a Giani per le sue parole sul nostro ingresso in giunta ma ogni altra considerazione è prematura. Se entrassi io nella squadra di governo certamente ne sarei onorata, questo senz'altro.

Tornando al programma, con il vostro ingresso in giunta ci sarà al governo della Toscana un assessore esplicitamente contrario all'ampliamento dell'aeroporto di Peretola

Noi manteniamo la nostra posizione di contrarietà, come sempre detto. Il presidente lo sa. E' una persona attenta e accorta che saprà trovare una sintesi per dare risposte concrete ai veri problemi dei cittadini.

Avete posizioni simili, su molti punti, alla sinistra di Fattori, anche lui rimasto fuori dal consiglio regionale

Abbiamo cercato un punto di incontro con loro ma non è stato possibile. Rispettiamo la loro scelta, più che legittima ovviamente, sarebbe bello che questa frattura della sinistra si ricomponesse.

Significa che auspica un 'contenitore comune'?

Sarebbe una cosa straordinaria e non solo con coloro che sono rimasti fuori dalla coalizione di centrosinistra (Fattori appunto, ndr), ma con tutto quel mondo non organizzato che rappresenta la sinistra diffusa: associazioni, organizzazioni sul territorio. C'è tutto un mondo con il quale condividere proposte, ideali e valori. Sarebbe bello un 'luogo' dove far confluire tutte queste varie anime della sinistra.

Con il Pd invece come va? Dopo l'uscita di Matteo Renzi le vostre posizioni si sono avvicinate?

Quando siamo usciti dal Pd per fondare Articolo 1 – Mdp (insieme al presidente Enrico Rossi, che però poi è tornato alla casa madre, ndr) lo abbiamo fatto non perché ci stesse antipatico Renzi, ma per le forti divergenze politiche, basta pensare al 'jobs act' sul mondo del lavoro o alla legge sulla 'buona scuola'. Poi la rottura definitiva ci fu sulla riforma costituzionale. Con una parte del Pd sì, alcune posizioni ora sono più vicine.

In questi giorni di attesa che fa?

Sono tornata al Meyer, l'ospedale che mi ha assunta come pediatra. Sono ancora in aspettativa ma non si sa mai...

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