Referendum, parte da Firenze la campagna per il No | FOTO

Manifestazione nazionale di Sinistra italiana in piazza Ognissanti: "Difendiamo la Costituzione, No a un testo confuso e mal scritto"

"Guardate cosa diventerebbe l'articolo 70 con questa riforma: qualcosa di incomprensibile". A dirlo, sul palco di piazza Ognissanti, nel giorno della manifestazione nazionale di Sinistra Italiana per il No al Referendum, il consigliere comunale Tommaso Grassi, srotolando uno striscione di due metri. "Era di tre righe, diventa lungo due metri".

"E' un testo confuso e mal scritto", è infatti una delle critiche del fronte del No alla riforma della Costituzione voluta dal governo Renzi. "La riforma è il culmine di un processo di indebolimento del parlamento rappresentativo", dicono da Libertà e Giustizia.

"Il 4 dicembre il No vincerà anche a Firenze, nella città di Matteo Renzi", assicura Sandra Bonsanti (Libertà e Giustizia). Sul palco, ad esporre le ragioni del No, salgono tra gli altri Sergio Cofferati, Stefano Fassina, Nicola Fratoianni, Pippo Civati, Nichi Vendola.

"Se Renzi accetta, sono pronto ad andare alla Leopolda di novembre per un confronto sul referendum", dice proprio Civati, leader di Possibile e sul palco assieme all'attuale capo del governo ai tempi (lontanissmi, soprattutto politicamente) della prima Leopolda.

La piazza è galvanizzata da uno degli ultimi sondaggi (Scenari Politici, riportato oggi dal sito di HuffingtonPost.it) che dà il No in vantaggio sul Sì, 52,5% a 47,5%, con una grande percentuale di italiani che rimarrebbe comunque ancora indecisa.

Tra la maggiori critiche del fronte del no, quelle secondo cui si tratterebbe di una "riforma mal scritta, che in realtà complica l'approvazione delle leggi. La gran parte dei costi del Senato in realtà rimarranno - si legge nel volantino distribuito da Sinistra Italiana -, con la differenza che non saranno più i cittadini ad eleggerlo. Oltre a ciò, i 95 tra sindaci e consiglieri regionali che diverrano senatori avranno l'immunità. I cittadini avranno meno voce, perché tra le altre cose la riforma triplica le firme necessarie, da 50mila a 150mila, per presentare un disegno di legge di iniziativa popolare".

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