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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Politica

Quirinale: nella storia due toscani al Colle. In lizza i "sogni proibiti" Bindi e Pera

Da lunedì 24 si inizia a votare: ecco chi sono i (poco) papabili finiti nel toto-nomi

Nella storia l'Italia soltanto due volte al Quirinale è salito un inquilino toscano. Nel 1955 Giovanni Gronchi e più recentemente Carlo Azeglio Ciampi, nel 1999. Tutto lascia immaginare che in questa tornata la lista non verrà allungata.

Siamo ormai alla vigilia del voto per l'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Per scegliere il successore di Sergio Mattarella il Parlamento in seduta comune - composto da deputati, senatori e delegati regionali - è convocato per lunedì 24 gennaio. Alle ore 15 ci sarà la prima votazione, nei giorni successivi, se saranno necessarie, le altre. Una al giorno, non di più per consentire la sanificazione degli ambienti nell'era del Covid. Nei primi scrutini per eleggere il Capo dello Stato servirà la maggioranza dei due terzi degli aventi diritto, che sono 1009. Dal quarto in poi sarà sufficiente il 50% più uno. 

Nella lista dei "papabili" (anche se l'utilizzo dell'epiteto vaticano non è dei più adeguati per l'istituzione repubblicana) c'è anche qualche toscano. Nessuno di loro, però, appare fra i favoriti e tutto lascia pensare che non saranno loro a far registrare la fumata bianca. 

I borsini di cui si parla sui giornali, siti web, radio e tv hanno ventilato nel campo del centrosinistra il nome di Rosaria Bindi, detta Rosy. La quasi 71enne (l'età di una donna non si dice ma qui è fondamentale sapere che ha superato la soglia dei 50 anni necessaria per ricoprire l'incarico) originaria di Sinalunga (Siena) ha lo spessore e un curriculum politico di tutto rispetto: ex Ministro della Sanità e della Famiglia, vicepresidente della Camera, presidente della Commissione Antimafia e del Partito democratico.

Rosy Bindi è considerata una donna libera, motivo per cui non per tutti accomodante. Tant'è che molti l'hanno identificata come possibile candidata anti-Berlusconi: un alter ego insomma. Piace a molti, soprattutto a sinistra, ma non ha troppi fan nel palazzo.

Nel toto-Quirinale si è fatto il nome anche di un uomo nel campo del centrodestra. Si tratta dell'ex Presidente del Senato Marcello Pera. Il lucchese compirà fra pochi giorni 79 anni e nell'area del conservatorismo è una specie di icona.

E' un filosofo e accademico ed è stato senatore di Forza Italia e del Popolo della Libertà dal 1996 al 2013. Un nome che potrebbe unire il centrodestra, coalizione che ha il maggior numero di grandi elettori rispetto alle altre, ma non sufficienti ad eleggere autonomamente il Presidente. E Pera difficilmente riuscirebbe a pescare negli altri schieramenti.

Probabilmente, dunque, il nuovo Capo dello Stato non sarà un toscano. Ma certamente sarà il frutto di un compromesso.

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